La struttura giusta rende il lavoro di forza più utile in partita
- 6-7 stazioni sono sufficienti per una seduta completa.
- Lavora per 6-12 ripetizioni oppure per 20-30 secondi negli esercizi isometrici.
- Mantieni un’intensità di circa 7-8 su 10, lasciando 2-3 ripetizioni di margine.
- Inserisci sempre una gamba alla volta, catena posteriore, adduttori, polpacci e core.
- In stagione bastano spesso 1-2 sedute settimanali, adattate a partite e carichi di squadra.
La forza utile non significa soltanto sollevare più peso
Nel calcio la forza serve per accelerare, frenare, proteggere la palla, saltare e mantenere l’equilibrio nei contrasti. Nel futsal il bisogno è ancora più evidente perché lo spazio ridotto porta a eseguire più cambi di direzione e più ripartenze in tempi brevi.
Per me il punto decisivo è distinguere tra forza generale e forza trasferibile. Uno squat pesante può essere utile, ma non basta da solo: il giocatore deve saper produrre forza anche su una gamba, con il bacino stabile e il tronco pronto a reagire. Per questo alterno esercizi bilaterali, movimenti unilaterali e lavori per la stabilità.
Il circuito permette di allenare più qualità nella stessa seduta, ma ha un limite chiaro. Con pause troppo brevi e carichi elevati la tecnica peggiora rapidamente, quindi il lavoro diventa soprattutto di resistenza muscolare. Per sviluppare la forza massima preferisco serie tradizionali con 2-3 minuti di recupero; il circuito è più adatto alla forza resistente e alla preparazione fisica generale.
Come costruire un circuito adatto a calcio e futsal
Una seduta efficace inizia con 8-10 minuti di riscaldamento. Inserisco mobilità dinamica di caviglie e anche, corsa leggera, attivazione dei glutei e qualche accelerazione progressiva. Lo scopo non è stancarsi, ma arrivare alle stazioni già pronti a muoversi bene.
La sequenza dovrebbe distribuire lo stress. Dopo un esercizio dominante per le gambe è utile inserire un lavoro per il tronco o per la parte superiore, così la qualità resta alta. Evito di mettere subito uno sprint dopo una serie pesante per le cosce: la velocità richiede freschezza e va allenata quando il gesto è ancora preciso.
Le variabili da impostare
- Stazioni: da 6 a 7 esercizi coprono bene il corpo senza rendere la seduta interminabile.
- Volume: 2 giri per principianti e giovani, 3 giri per atleti già abituati al lavoro di forza.
- Recupero: 30-45 secondi tra esercizi e 90-120 secondi tra i giri.
- Intensità: il carico deve consentire di completare le ripetizioni senza compensi.
- Progressione: prima aumenta la qualità, poi le ripetizioni e solo dopo il peso.
L’RPE, cioè la percezione dello sforzo, è un riferimento pratico. Un valore 7-8 su 10 significa che il giocatore potrebbe eseguire ancora 2-3 ripetizioni con una tecnica corretta. Se per completare la serie deve deformare il movimento, il carico è già troppo alto.

Un circuito pratico da 35 minuti
Questa proposta richiede manubri, una panca o un rialzo, un elastico e un tappetino. Si può svolgere in palestra, sul campo o in una sala sportiva. Per i ragazzi più giovani consiglio di partire dal peso corporeo e di aggiungere resistenza soltanto quando il controllo del movimento è stabile.
| Stazione | Dosaggio | Obiettivo tecnico |
|---|---|---|
| Split squat | 6-8 ripetizioni per gamba | Forza unilaterale di cosce e glutei |
| Stacco rumeno a una gamba | 6-8 ripetizioni per lato | Catena posteriore ed equilibrio |
| Hip thrust | 8-10 ripetizioni | Estensione dell’anca e spinta |
| Nordic hamstring assistito | 4-6 ripetizioni lente | Controllo degli ischiocrurali |
| Calf raise in piedi | 10-15 ripetizioni | Polpacci e rigidità della caviglia |
| Copenhagen plank | 20-30 secondi per lato | Adduttori e stabilità del bacino |
| Push-up o rematore con elastico | 8-12 ripetizioni | Parte superiore e controllo del tronco |
Lo stacco rumeno a una gamba allena il controllo dell’anca e della catena posteriore. Il bacino non deve ruotare verso l’esterno: se questo accade, riduci il peso o appoggia leggermente una mano a un sostegno. Nel Nordic hamstring la discesa deve essere lenta, idealmente di 3-5 secondi, e assistita con le mani quando necessario.
Il Copenhagen plank merita attenzione soprattutto nel futsal. Gli adduttori lavorano molto durante aperture, scivolate e cambi di direzione; bastano pochi secondi eseguiti bene per creare uno stimolo importante. Non serve inseguire tempi record, perché il bacino che cede annulla buona parte del beneficio.Leggi anche: Esercizi per allenare il possesso nel calcio e nel futsal
Una progressione semplice
Nelle prime due settimane esegui 2 giri con carichi moderati. Dalla terza settimana puoi passare a 3 giri, mantenendo lo stesso numero di ripetizioni e aggiungendo peso solo se la velocità e la tecnica restano buone.
Ogni 3-4 settimane conviene ridurre il volume del 20-30% per facilitare il recupero. Questa settimana più leggera non è tempo perso: permette di assimilare il lavoro e di arrivare alla fase successiva con gambe più reattive.
Come adattare il lavoro alla stagione e al livello
In preparazione estiva si può lavorare con 2-3 sedute settimanali, lasciando almeno un giorno di recupero tra i lavori più impegnativi per le gambe. In stagione, invece, una seduta completa e una breve seduta di mantenimento sono spesso sufficienti. Il calendario delle partite conta più del programma ideale sulla carta.
| Situazione | Scelta consigliata | Adattamento |
|---|---|---|
| Precampionato | 3 giri, 2 sedute | Progressione graduale dei carichi |
| Una partita a settimana | 2-3 giri, 1-2 sedute | Lascia 48 ore tra il lavoro pesante e la gara |
| Due partite a settimana | 1-2 giri, 1 seduta breve | Riduci volume e usa esercizi controllati |
| Futsal intenso | 2 giri, qualità alta | Dai priorità a polpacci, adduttori e controllo unilaterale |
| Under 14 e categorie giovanili | 2 giri a corpo libero | Insegna il gesto prima di aggiungere sovraccarichi |
Per un portiere aggiungerei più lavoro su atterraggi, spalle e presa, mentre per un esterno darei maggiore spazio a polpacci, frenate e movimenti laterali. Non trasformerei però il programma in una scheda completamente diversa per ogni ruolo: la base comune resta fondamentale.
Con un dolore già presente, il circuito non deve diventare un test di tolleranza. In caso di fastidio a ginocchio, inguine, schiena o tendine d’Achille, va modificato insieme a un preparatore qualificato o a un professionista sanitario. La fatica muscolare è normale; il dolore crescente o alterato dal movimento non lo è.
Gli errori che fanno perdere efficacia al circuito
Il primo errore è confondere la velocità con la fretta. Eseguire 20 ripetizioni scomposte può sembrare intenso, ma insegna al corpo a muoversi male sotto fatica. Preferisco fermare la serie quando il gesto perde qualità, anche se il timer non è ancora scaduto.
- Usare carichi eccessivi: il movimento si accorcia e aumentano i compensi.
- Saltare il riscaldamento: caviglie e anche non sono pronte a sostenere il lavoro.
- Allenare sempre entrambe le gambe insieme: le differenze tra i lati restano nascoste.
- Fare il circuito dopo una seduta già durissima: il volume totale diventa difficile da recuperare.
- Ignorare il sonno e l’alimentazione: il recupero decide quanto dello stimolo verrà realmente utilizzato.
Un altro errore comune è aggiungere sprint, pliometria e circuito pesante nella stessa seduta senza una gerarchia. Se l’obiettivo del giorno è la forza, il lavoro esplosivo va svolto prima oppure in una sessione separata. I salti devono restare pochi e di alta qualità, non diventare un esercizio di sopravvivenza.
La regola che rende la forza spendibile in partita
Un buon circuito non si misura da quanto lascia senza fiato, ma da quanto migliora il controllo nei gesti che il calcio richiede. Se il giocatore frena meglio, mantiene il bacino stabile, protegge la palla e riparte con più sicurezza, il lavoro sta andando nella direzione giusta.
Io partirei da una routine semplice, con 2 giri ben eseguiti, e terrei un registro di ripetizioni, carichi e sensazioni nelle 24 ore successive. La progressione più affidabile è quella che lascia spazio all’allenamento tecnico, alla partita e al recupero: la forza deve sostenere il calcio, non rubargli energie.