Il modo in cui compare il dolore orienta già le prime decisioni
- Dolore all’inguine spesso collegato all’articolazione dell’anca.
- Dolore laterale più compatibile con tendini, muscoli o borsa trocanterica.
- Riposo relativo e ghiaccio possono aiutare nei disturbi lievi da sovraccarico.
- Febbre, trauma importante o impossibilità a camminare richiedono assistenza medica rapida.
- Dolore persistente oltre alcuni giorni da non gestire soltanto con antidolorifici.

Da dove può arrivare il dolore nella parte destra
Il primo errore è pensare che il punto più doloroso indichi sempre l’origine del problema. L’anca è collegata a bacino, colonna lombare, ginocchio e muscoli della coscia, quindi il dolore può essere riferito, cioè percepito in una zona diversa da quella realmente coinvolta.
La posizione offre alcuni indizi
| Zona prevalente | Possibili strutture coinvolte | Situazioni tipiche |
|---|---|---|
| Inguine o parte anteriore | Articolazione, flessori dell’anca, adduttori | Rotazioni, corsa, salire le scale, alzarsi da una sedia |
| Lato esterno | Tendini glutei o borsa trocanterica | Dormire sul fianco, correre, stare a lungo in piedi |
| Gluteo o parte posteriore | Colonna lombare, articolazione sacroiliaca, muscoli profondi | Stare seduti, piegarsi, movimenti della schiena |
| Coscia o ginocchio | Dolore irradiato dall’anca | Rigidità e difficoltà nei movimenti articolari |
Negli sport di squadra, come calcio, basket e pallavolo, vedo spesso una combinazione di carichi ripetuti, cambi di direzione e recupero insufficiente. Una seduta intensa non è necessariamente la causa unica: può semplicemente far emergere un problema già presente.
Le cause più comuni, dagli infortuni al sovraccarico
Un dolore improvviso dopo uno scatto, un contrasto o una torsione fa pensare soprattutto a uno stiramento muscolare, a una lesione degli adduttori o a un’irritazione dei tendini. Se compare dopo una caduta, bisogna considerare anche un trauma articolare o, soprattutto nelle persone anziane, una frattura.
Problemi muscolari e tendinei
I flessori dell’anca e gli adduttori lavorano molto durante sprint, calci e movimenti laterali. Il fastidio tende a crescere quando si contrae il muscolo, quando si allunga la gamba o quando si prova a ripetere il gesto che lo ha provocato.
Un altro disturbo frequente è la tendinopatia, cioè un sovraccarico progressivo del tendine. In questo caso il dolore può essere meno intenso all’inizio, ma diventa più evidente durante l’attività e ritorna se si riprende ad allenarsi troppo presto.Artrosi, conflitto e rigidità articolare
L’artrosi dell’anca può causare dolore all’inguine, rigidità e una riduzione graduale dell’ampiezza dei movimenti. Un segnale pratico è la difficoltà a infilare calze e scarpe o a entrare e uscire dall’auto. Non riguarda soltanto chi non fa sport: anche una vecchia lesione, una predisposizione anatomica o carichi elevati possono contribuire.
Il conflitto femoro-acetabolare si verifica quando alcune forme delle ossa dell’anca entrano in contatto durante determinati movimenti. Può dare dolore profondo all’inguine, soprattutto con flessione e rotazione, ma non si può confermare osservando soltanto i sintomi.
Borsite e dolore laterale
La borsa trocanterica è una piccola struttura che riduce l’attrito tra osso e tessuti molli. Quando si irrita, il dolore è spesso localizzato sul lato esterno dell’anca e può peggiorare sdraiandosi sul fianco destro, camminando a lungo o salendo le scale.
Infine, la causa può trovarsi nella zona lombare o sacroiliaca. Formicolio, bruciore, dolore che scende lungo la gamba o variazioni legate alla posizione della schiena fanno pensare a un’origine diversa dall’articolazione dell’anca.
Quando è meglio farsi visitare senza aspettare
Non consiglio di aspettare che passi da solo quando il dolore è associato a febbre, gonfiore marcato, arrossamento o calore della zona. Questi segnali possono indicare un’infezione o un’infiammazione importante e richiedono un contatto tempestivo con un medico.
Dopo una caduta o un colpo, serve assistenza urgente se non si riesce a sostenere il peso, la gamba appare accorciata o ruotata, oppure il dolore è molto intenso. Anche un trauma apparentemente modesto merita attenzione nelle persone con osteoporosi o fragilità ossea.
- Dolore improvviso e severo senza una causa chiara.
- Impossibilità a camminare o zoppia molto accentuata.
- Febbre associata al dolore articolare.
- Perdita di forza, intorpidimento o difficoltà a controllare la gamba.
- Dolore notturno persistente, perdita di peso inspiegata o peggioramento rapido.
Se non ci sono questi campanelli d’allarme, ma il fastidio non migliora dopo 5-7 giorni di gestione prudente, fisserei comunque una visita. Il medico può decidere se servono esame obiettivo, radiografia, ecografia o risonanza magnetica, in base alla storia e ai sintomi.
Cosa fare nei primi giorni senza peggiorare la situazione
Per un disturbo lieve comparso dopo attività fisica, la mia regola è ridurre temporaneamente il carico senza immobilizzarsi del tutto. Per le prime 24-72 ore eviterei sprint, salti, cambi di direzione, stretching intenso e allenamenti “per vedere se passa”. Camminare piano può essere accettabile se non aumenta il dolore.
Il ghiaccio avvolto in un panno può essere applicato per 15-20 minuti alla volta, alcune volte durante la giornata. Non va messo direttamente sulla pelle e non deve sostituire la valutazione di un professionista se i sintomi sono importanti.
Leggi anche: Contrattura muscolare, cosa fare e quando farsi visitare?
Farmaci e rimedi da usare con criterio
Antidolorifici e antinfiammatori possono ridurre i sintomi, ma non correggono la causa. Prima di assumerli chiederei consiglio a medico o farmacista, soprattutto in presenza di problemi gastrici, renali o cardiovascolari, terapie anticoagulanti, gravidanza o altre condizioni mediche.
Un errore frequente è usare il farmaco per riuscire a completare l’allenamento. Il dolore coperto può portare a sovraccaricare ulteriormente muscoli e tendini, trasformando un episodio gestibile in un problema più lungo.
Come tornare allo sport e ridurre il rischio di ricadute
La ripresa dovrebbe seguire la funzione, non soltanto il calendario. Prima di tornare a una partita, cercherei di camminare senza zoppicare, salire le scale e muovere l’anca quasi normalmente, senza dolore significativo né peggioramento nelle ore successive.
- Riprendi con camminata o cyclette a bassa intensità.
- Passa a esercizi controllati per glutei, addominali e muscoli dell’anca.
- Reintroduci corsa lineare prima di sprint e cambi di direzione.
- Testa salti, frenate e gesti tecnici soltanto quando i passaggi precedenti sono tollerati.
- Aumenta durata e intensità gradualmente, osservando anche il giorno dopo.
Se il dolore torna durante il riscaldamento o aumenta il mattino seguente, il carico è probabilmente cresciuto troppo in fretta. In quel caso ridurrei l’intensità e chiederei una valutazione fisioterapica, perché il punto non è soltanto calmare il sintomo, ma recuperare forza, mobilità e controllo del movimento.
Per prevenire nuovi episodi aiutano un riscaldamento progressivo di circa 10-15 minuti, il recupero tra le sedute e una programmazione che alterni carichi elevati e giornate più leggere. Lo stretching può essere utile in alcuni casi, ma non è una soluzione universale: tecnica, forza e gestione del volume contano spesso di più.
Il criterio più utile per decidere il prossimo passo
Un fastidio leggero comparso dopo uno sforzo e in netto miglioramento con il riposo può essere monitorato per pochi giorni. Un dolore che limita il movimento, ritorna a ogni allenamento o si accompagna a sintomi generali merita invece una valutazione professionale.
Io terrei nota di tre elementi semplici: quando compare, quale gesto lo scatena e quanto dura dopo l’attività. Queste informazioni aiutano il medico o il fisioterapista molto più di una descrizione generica e permettono di scegliere con maggiore precisione tra riposo relativo, esercizio riabilitativo e accertamenti diagnostici.