Leg raise da sdraiati - tecnica, varianti ed errori comuni

2 giugno 2026

Uomo sorridente esegue leg raises su una barra all'aperto, allenando gli addominali.

Indice

Quando le gambe iniziano a tremare già dopo poche ripetizioni, spesso il problema non è la forza, ma la tecnica. Il leg raise da sdraiati è un esercizio semplice solo in apparenza: qui spiego come eseguirlo, quali muscoli coinvolge, quali varianti scegliere e come inserirlo in un allenamento utile anche per corsa, calcio e altri sport di squadra.

La tecnica corretta conta più del numero di ripetizioni

  • Posizione: sdraiati sulla schiena, bacino stabile e addome attivo.
  • Movimento: solleva le gambe senza slanci e abbassale solo finché la zona lombare resta controllata.
  • Muscoli: lavorano soprattutto flessori dell’anca, retto addominale e obliqui come stabilizzatori.
  • Programmazione: per iniziare bastano 2-3 serie da 6-10 ripetizioni lente.
  • Errore da evitare: inarcare la schiena per portare le gambe più in basso.

Come eseguire il leg raise a terra senza perdere il controllo

Inizia sdraiandoti sulla schiena, con le gambe distese e le braccia lungo i fianchi. Se vuoi maggiore stabilità, puoi appoggiare le mani sotto i glutei, ma non usarle per spingere il bacino verso il pavimento.

Contrai l’addome e solleva lentamente le gambe fino a raggiungere un angolo vicino ai 90 gradi rispetto al busto. Fai una breve pausa, poi scendi con controllo per circa 2-3 secondi. Il movimento deve partire dall’anca, mentre il tronco rimane fermo.

La discesa termina quando riesci ancora a mantenere il bacino stabile. Se la zona lombare si inarca o le gambe cadono rapidamente, sei sceso troppo. Io preferisco un’escursione più corta ma pulita: aumentare l’ampiezza senza controllo trasforma l’esercizio in una compensazione.

Respirazione e ritmo

Espira durante la salita e inspira mentre abbassi le gambe. Non serve trattenere il respiro, soprattutto se stai imparando il gesto. Un ritmo regolare rende evidente se stai lavorando con i muscoli o se stai sfruttando lo slancio.

Quali muscoli allena davvero

Il sollevamento delle gambe coinvolge in primo luogo i flessori dell’anca, tra cui ileopsoas e retto femorale. Il retto addominale e gli obliqui hanno soprattutto il compito di stabilizzare il bacino e impedire che la schiena perda posizione.

Per questo non lo considero un esercizio capace di isolare magicamente gli “addominali bassi”. Il retto addominale è un muscolo unico e la riduzione del grasso non può essere localizzata con un esercizio specifico. Il leg raise può però migliorare il controllo del tronco, una qualità utile quando bisogna accelerare, frenare o cambiare direzione sul campo.

Se senti lavorare molto le cosce o la parte anteriore dell’anca, non significa necessariamente che stai sbagliando. Diventa un problema quando compare dolore pungente, quando l’addome non riesce più a stabilizzare il movimento o quando la schiena compensa a ogni ripetizione.

Le varianti giuste per ogni livello

Variante Come si esegue Per chi è indicata
Sollevamento con ginocchia piegate Le gambe salgono con le ginocchia a circa 90 gradi. Principianti e persone con scarsa mobilità.
Leg raise alternato Una gamba resta sollevata mentre l’altra scende. Chi vuole ridurre il carico mantenendo il gesto.
Leg raise completo Entrambe le gambe distese salgono e scendono insieme. Atleti con buon controllo del bacino.
Sollevamento alla sbarra Il corpo resta sospeso e le gambe vengono portate in alto. Livello avanzato e allenamento calisthenics.

La versione con ginocchia piegate è spesso la scelta più intelligente per iniziare. Riduce il braccio di leva, quindi richiede meno forza ai flessori dell’anca e permette di concentrarsi sulla stabilità del bacino.

Quando riesci a completare 3 serie da 12 ripetizioni senza inarcare la schiena, puoi passare alla variante a gambe distese. La sbarra aumenta molto la difficoltà perché elimina il sostegno del pavimento e richiede più lavoro a presa, spalle e addome.

Gli errori che fanno sembrare l’esercizio più efficace

Usare lo slancio

Far oscillare le gambe consente di completare più ripetizioni, ma riduce il lavoro muscolare utile. Se il corpo dondola, fermati, recupera la posizione e riparti con un numero inferiore di ripetizioni.

Inarcare la zona lombare

È l’errore più comune. Quando l’addome cede, il bacino si inclina in avanti e la schiena si stacca dal pavimento. In quel momento riduci l’ampiezza oppure piega le ginocchia. La qualità della discesa conta più della distanza dal pavimento.

Confondere il movimento con un crunch inverso

Nel leg raise il gesto principale avviene all’articolazione dell’anca. Se sollevi il bacino da terra a ogni ripetizione, stai inserendo una componente simile al crunch inverso. Entrambe le varianti possono essere valide, ma hanno richieste tecniche diverse e non vanno confuse.

Leggi anche: Push press con manubri, tecnica e carichi per sviluppare potenza

Allenarsi nonostante il dolore

Bruciore muscolare e fatica sono normali, mentre un dolore acuto alla schiena, all’inguine o all’anca richiede prudenza. In caso di disturbi persistenti, gravidanza, recupero post-partum o problemi già diagnosticati, chiederei il parere di un fisioterapista o di un professionista qualificato prima di aumentare il carico.

Come inserirlo in un allenamento completo

Per la maggior parte delle persone sono sufficienti 2 allenamenti alla settimana, con 2-3 serie da 6-10 ripetizioni controllate. Lascia tra le serie circa 60-90 secondi di recupero e interrompi la serie quando la tecnica comincia a deteriorarsi.

Puoi collocarlo dopo esercizi di forza più impegnativi, come squat o affondi, oppure dentro un circuito per il core. In una seduta dedicata agli sport di squadra lo abbinerei a esercizi più dinamici, per esempio plank laterale, dead bug e lavoro di stabilità su una gamba. Il leg raise sviluppa il controllo, ma da solo non prepara a tutte le accelerazioni e rotazioni richieste da una partita.

Obiettivo Impostazione consigliata
Imparare la tecnica 2 serie da 6-8 ripetizioni con ginocchia piegate.
Migliorare la resistenza 3 serie da 10-15 ripetizioni lente.
Aumentare la difficoltà 3 serie da 6-10 ripetizioni a gambe distese.
Allenamento avanzato Leg raise alla sbarra, senza oscillazioni e con pausa in alto.

Non aggiungerei subito pesi alle caviglie. Prima costruirei un controllo solido, poi aumenterei gradualmente volume o difficoltà. Se non riesci a mantenere il bacino fermo, il carico extra non migliora il risultato: amplifica soltanto gli errori.

Il criterio semplice per capire se sei pronto a progredire

Prima di scegliere una variante più dura, verifica tre elementi: riesci a mantenere la schiena stabile, controlli la discesa e non avverti dolore articolare. Se tutti e tre sono presenti per almeno 10-12 ripetizioni, puoi aumentare gradualmente la difficoltà.

Il leg raise funziona bene quando lo tratti come un esercizio di controllo del corpo, non come una gara a chi solleva più volte le gambe. Poche ripetizioni precise, inserite con regolarità in un allenamento completo, danno molto più valore di una lunga serie eseguita con slanci e compensi.

Domande frequenti

Abbassale solo finché riesci a mantenere il bacino stabile e la zona lombare controllata. Se la schiena si inarca o le gambe scendono rapidamente, riduci l'ampiezza oppure piega le ginocchia.

Inizia con le ginocchia piegate a circa 90 gradi, perché questa posizione riduce il braccio di leva e il carico sui flessori dell'anca. Quando completi 3 serie da 12 ripetizioni senza inarcare la schiena, puoi passare alle gambe distese.

Per iniziare bastano 2-3 serie da 6-10 ripetizioni lente, circa 2 volte alla settimana. Recupera 60-90 secondi tra le serie e interrompi il set quando la tecnica comincia a deteriorarsi.

Lavorano soprattutto i flessori dell'anca, tra cui ileopsoas e retto femorale. Il retto addominale e gli obliqui stabilizzano il bacino e il tronco, ma l'esercizio non isola gli addominali bassi né riduce il grasso in modo localizzato.

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leg raise addominali calisthenics flessori dell'anca

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Cleros Longo

Cleros Longo

Mi chiamo Cleros Longo e da 5 anni mi dedico con entusiasmo a esplorare e condividere tutto ciò che riguarda gli sport di squadra. La mia passione è nata dall'osservazione diretta di come la collaborazione e la strategia definiscano il successo sul campo, un principio che cerco di trasmettere attraverso i contenuti di floball.it. Qui mi impegno a spiegare in modo chiaro e accessibile le regole dei giochi più diffusi, a proporre metodologie di allenamento efficaci e a tenere d'occhio le nuove discipline emergenti, sempre con l'obiettivo di offrire informazioni accurate e aggiornate. Il mio approccio consiste nel ricercare, confrontare e semplificare concetti complessi, rendendoli comprensibili a tutti gli appassionati, dai neofiti ai veterani.

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