Split squat al multipower, tecnica e carico per farlo bene

6 luglio 2026

Donna esegue uno split squat con bilanciere nel multipower, concentrata sull'allenamento delle gambe.

Indice

Una gamba lavora davvero o l’altra ti aiuta più del necessario? Lo split squat al multipower permette di allenare forza, controllo e stabilità degli arti inferiori con una traiettoria guidata. In questa guida mostro come impostarlo, eseguirlo, scegliere il carico, correggere gli errori più comuni e inserirlo in una scheda utile anche per chi pratica sport di squadra.

La tecnica corretta fa la differenza più del peso sul bilanciere

  • Posizione con piede anteriore stabile e distanza sufficiente per scendere senza perdere equilibrio.
  • Movimento controllato verso il basso, spinta soprattutto dalla gamba davanti.
  • Schiena neutra e busto stabile, senza rimbalzare nella parte bassa.
  • Carico iniziale leggero, spesso con il solo bilanciere, per adattarsi alla traiettoria del multipower.
  • Programmazione pratica con 2-4 serie da 6-12 ripetizioni per gamba.

Uomo esegue split squat multipower nella palestra, con linee verdi che evidenziano la postura corretta.

Che cos’è lo split squat al multipower e perché usarlo

Si tratta di uno split squat eseguito con il bilanciere guidato del multipower. I piedi restano fermi, uno davanti e uno dietro, mentre il corpo scende e risale lungo una traiettoria stabile. Non è una camminata e non è ancora un Bulgarian split squat: quest’ultimo prevede il piede posteriore appoggiato su una panca.

Il vantaggio principale è semplice: la macchina riduce la richiesta di equilibrio laterale e permette di concentrarsi maggiormente sulla gamba anteriore. Quadricipite, gluteo, adduttori e muscoli posteriori della coscia lavorano insieme, mentre il tronco deve mantenere una buona tensione.

Lo trovo particolarmente utile quando una persona conosce già squat e affondi, ma fatica a esprimere forza nelle varianti con manubri. Il multipower non rende l’esercizio automaticamente facile, però elimina una parte dell’instabilità e lascia più spazio per curare profondità, controllo e simmetria.

Per chi gioca a calcio, basket, pallavolo o altri sport di squadra, il lavoro su una gamba alla volta può aiutare a sviluppare una forza più vicina alle azioni di spinta, frenata e cambio di direzione. Non sostituisce la preparazione atletica specifica, ma può diventare un ottimo esercizio di supporto.

Come preparare la macchina senza complicare l’esercizio

Prima di caricare i dischi, regolo il bilanciere a un’altezza che consenta di posizionarlo comodamente sulla parte alta della schiena. Imposto anche i fermi di sicurezza appena sotto il punto più basso previsto, lasciando comunque spazio per completare la discesa.

La posizione di partenza

  1. Posiziona il bilanciere sulla parte superiore della schiena, mai direttamente sulle vertebre cervicali.
  2. Porta un piede avanti e l’altro indietro, mantenendo una distanza simile a quella di un passo lungo.
  3. Appoggia bene tutta la pianta del piede anteriore e lascia il piede posteriore sulle dita.
  4. Distribuisci la maggior parte del peso sulla gamba davanti.
  5. Ruota leggermente le punte dei piedi verso l’esterno, senza forzare l’angolo.

La distanza corretta non è identica per tutti. Se il piede anteriore è troppo vicino, il ginocchio può avanzare molto e la discesa diventa compressa; se è troppo lontano, il bacino tende a ruotare e il movimento perde fluidità. Faccio sempre una prima prova a corpo libero o con bilanciere scarico per trovare il punto giusto.

Il piede dietro serve soprattutto per l’equilibrio. Se ti accorgi che spingi forte con la punta posteriore, probabilmente la posizione è troppo instabile oppure il carico è eccessivo. Una lieve partecipazione della gamba dietro è normale, ma non dovrebbe diventare il modo principale per risalire.

La tecnica passo dopo passo

Una volta sistemati i piedi, sblocca il bilanciere e crea tensione nell’addome. Mantieni lo sguardo avanti, il torace aperto e la colonna in posizione neutra. Da qui inizia la discesa piegando contemporaneamente anca e ginocchio della gamba anteriore.

  1. Inspira prima di scendere e contrai l’addome.
  2. Fletti il ginocchio anteriore mentre il ginocchio posteriore si avvicina al pavimento.
  3. Scendi in modo verticale e controllato per circa 2-3 secondi.
  4. Raggiungi la profondità che riesci a mantenere senza perdere l’allineamento.
  5. Spingi il pavimento con tutta la pianta del piede anteriore e torna in piedi.
  6. Espira nella fase di risalita, senza bloccare bruscamente le ginocchia.

Non è necessario che il ginocchio posteriore tocchi il pavimento. Per molte persone è sufficiente fermarsi a pochi centimetri, purché la discesa sia ampia e ripetibile. La profondità migliore è quella in cui mantieni controllo del bacino, piede stabile e tensione muscolare.

Il ginocchio anteriore può avanzare oltre la punta del piede se il movimento resta naturale e non compare dolore. Non inseguo regole rigide come “il ginocchio non deve mai superare la punta”, perché la morfologia e la mobilità cambiano da persona a persona. Mi interessa soprattutto che segua la direzione delle dita, senza collassare verso l’interno.

Come cambiano muscoli e difficoltà in base all’impostazione

Piccoli cambiamenti nella posizione modificano la sensazione dell’esercizio. Non esiste una variante universalmente migliore: scelgo quella che risponde all’obiettivo della seduta e che permette di allenare la gamba senza compensi.

Impostazione Enfasi principale Quando usarla
Passo leggermente più corto Quadricipite e maggiore flessione del ginocchio Quando vuoi dare priorità alla parte anteriore della coscia
Passo più lungo Gluteo e catena posteriore Quando cerchi più movimento dell’anca
Busto più verticale Quadricipite e controllo del ginocchio Per un lavoro più simile a una spinta verticale
Lieve inclinazione in avanti Gluteo e anca Solo se riesci a mantenere schiena neutra e bacino stabile
Piede posteriore sollevato Maggiore ampiezza e difficoltà Come progressione, non come primo approccio

La versione con piede posteriore a terra è spesso il punto di partenza più sensato. Il Bulgarian aumenta il range di movimento e la richiesta di controllo, ma può rendere più difficile capire se il limite dipende dalla forza della gamba davanti o dall’equilibrio.

Per enfatizzare il gluteo non basta allungare il passo. Servono anche una discesa sufficientemente profonda, un buon controllo del bacino e una spinta reale dalla gamba anteriore. Questo è uno dei casi in cui la tecnica vale più della posizione “perfetta” copiata da un video.

Errori comuni, sicurezza e scelta del carico

Leggi anche: Stretching pre allenamento pesi - cosa fare prima di iniziare

Gli errori che vedo più spesso

  • Caricare troppo presto, perdendo profondità e controllo.
  • Usare la gamba posteriore per spingersi verso l’alto.
  • Lasciare sollevare il tallone anteriore.
  • Far collassare il ginocchio verso l’interno.
  • Scendere rapidamente e rimbalzare dal fondo.
  • Spostare il bacino lateralmente per evitare la fatica.
  • Posizionare i fermi troppo in basso o non verificare il blocco del bilanciere.

Il multipower offre una traiettoria guidata, non una licenza per ignorare la tecnica. Prima di ogni serie controllo che i fermi funzionino, che il bilanciere scorra senza attriti insoliti e che l’area intorno alla macchina sia libera.

Per iniziare, consiglio 2-3 serie da 8-10 ripetizioni per lato con un carico che lasci circa 2-3 ripetizioni “in riserva”. Il termine RIR indica quante ripetizioni tecnicamente pulite potresti ancora eseguire prima di arrivare al cedimento.

Quando completi tutte le serie con lo stesso ritmo, profondità e stabilità, puoi aumentare il carico di circa 2,5-5% oppure aggiungere una ripetizione per serie. Non aumenterei entrambe le variabili nello stesso allenamento. Se compare dolore articolare, interrompi la serie e riduci ampiezza o carico; un fastidio muscolare da lavoro è diverso da un dolore acuto o crescente.

Come inserirlo nella scheda di allenamento

La collocazione dipende dall’obiettivo. Se lo split squat è un esercizio importante della seduta, lo eseguo dopo il riscaldamento e prima degli esercizi di isolamento. Se invece lo uso come complemento dopo squat, pressa o stacchi, scelgo un carico moderato e curo soprattutto il controllo.

Obiettivo Serie e ripetizioni Recupero
Apprendimento tecnico 2-3 x 8-10 per gamba 90-120 secondi
Ipertrofia 3-4 x 8-12 per gamba 120-180 secondi
Forza controllata 3-5 x 5-8 per gamba 2-3 minuti
Resistenza locale 2-3 x 12-15 per gamba 60-90 secondi

Negli sport di squadra preferisco spesso usarlo con un volume medio, per esempio 3 serie da 6-8 ripetizioni, evitando di arrivare al cedimento nelle settimane con molte partite o allenamenti di sprint. Le gambe devono diventare più forti, non inutilmente stanche prima di correre, saltare e cambiare direzione.

Puoi alternare la variante guidata con affondi, step-up o split squat con manubri. Il multipower è eccellente per aumentare il carico e standardizzare il gesto, mentre i pesi liberi richiedono più stabilizzazione. Per questo considero utile mantenere entrambe le opzioni durante l’anno, senza trasformare la scelta in una gara tra esercizi.

La regola pratica per capire se stai migliorando

Non misurare i progressi soltanto con i dischi aggiunti. Stai migliorando anche quando riesci a usare lo stesso carico con più profondità, meno oscillazioni e una spinta più simile tra destra e sinistra.

Registrare una serie di profilo con il telefono può aiutare a controllare ginocchio, bacino e traiettoria. Se la tecnica peggiora molto da una gamba all’altra, mantieni il carico invariato e lavora sulla qualità: nel lavoro unilaterale la precisione spesso anticipa l’aumento della forza.

La scelta più efficace resta quindi quella che puoi ripetere con sicurezza, progressione graduale e recupero adeguato. Un multipower ben regolato rende lo split squat più stabile, ma il risultato dipende ancora da come appoggi il piede, da quanto controlli la discesa e da quanto lavoro lasci davvero alla gamba davanti.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Posiziona il bilanciere sulla parte alta della schiena, porta un piede avanti e l’altro indietro a una distanza simile a un passo lungo. Mantieni tutta la pianta del piede anteriore a terra e lascia il piede posteriore sulle dita, distribuendo la maggior parte del peso davanti. Prova a corpo libero o con bilanciere scarico per trovare la distanza che consente di scendere senza perdere equilibrio.

Il ginocchio posteriore non deve necessariamente toccare il pavimento: è sufficiente fermarsi a pochi centimetri, mantenendo bacino stabile, piede anteriore saldo e tensione muscolare. Il ginocchio anteriore può superare la punta del piede se il movimento è naturale e privo di dolore, purché segua la direzione delle dita senza collassare verso l’interno.

Inizia spesso con il solo bilanciere o con un carico leggero, lasciando circa 2-3 ripetizioni in riserva. Una proposta pratica è eseguire 2-3 serie da 8-10 ripetizioni per gamba, con 90-120 secondi di recupero. Aumenta il carico del 2,5-5% oppure aggiungi una ripetizione per serie solo quando ritmo, profondità e stabilità restano costanti.

Nello split squat il piede posteriore resta a terra e la variante è generalmente più adatta per imparare il gesto e concentrarsi sulla gamba anteriore. Nel Bulgarian il piede posteriore è sollevato su una panca, aumentando ampiezza e difficoltà. Per questo conviene usarlo come progressione, dopo aver consolidato controllo e stabilità nella versione con piede posteriore a terra.

Valuta l'articolo

Valutazione: 0.00 Numero di voti: 0

Tag:

split squat multipower quadricipiti glutei esercizi unilaterali

Condividi post

Lauro Marino

Lauro Marino

Mi chiamo Lauro Marino e ho dedicato gli ultimi 7 anni a esplorare e approfondire il mondo degli sport di squadra. La mia passione per questo ambito nasce dal desiderio di comprendere a fondo le dinamiche che rendono un team vincente, dalla chiarezza delle regole fino alle strategie di allenamento più innovative. Su floball.it, mi impegno a rendere accessibili anche gli argomenti più complessi, analizzando le nuove discipline emergenti e confrontando approcci diversi per offrire contenuti sempre accurati e aggiornati. Il mio obiettivo è fornire uno strumento utile per chiunque voglia capire meglio, praticare o semplicemente apprezzare lo sport di squadra in tutte le sue sfaccettature.

Scrivi un commento