Un atleta può essere forte nei fondamentali ma perdere la presa negli ultimi minuti di una partita o durante un contrasto. Il grip strength test misura proprio la forza con cui la mano stringe un dinamometro e aiuta a capire se esiste uno squilibrio tra gli arti, quanta forza massima si esprime e come cambia nel tempo. Qui mostro il protocollo corretto, i valori di riferimento italiani e il modo più utile per interpretare il risultato nello sport.
La forza della presa si valuta bene solo con un protocollo costante
- Strumento: serve un dinamometro manuale calibrato, non una semplice pinza da allenamento.
- Posizione: seduti, gomito a 90°, polso neutro e spalla rilassata.
- Prove: si eseguono in genere 3 contrazioni per mano, mantenute per circa 3 secondi.
- Metriche: il dato principale è il picco in kg, ma contano anche media, differenza tra le mani e fatica.
- Interpretazione: il punteggio non definisce da solo la prestazione atletica e va confrontato con età, sesso, sport e protocollo.
Che cosa misura davvero il test della forza di presa
Il dinamometro rileva la forza isometrica massima, cioè la spinta prodotta mentre si stringe senza muovere l’articolazione. Il risultato viene normalmente espresso in chilogrammi, anche se alcuni strumenti usano i newton. Non misura la velocità del gesto, la resistenza della mano o la precisione delle dita.
Questa distinzione è importante. Una presa potente può aiutare un giocatore di pallamano a controllare la palla, un rugbista a mantenere il possesso nel contatto o un portiere a bloccare una conclusione, ma non sostituisce la valutazione di forza degli arti inferiori, potenza, mobilità e capacità tecnica.
Forza di chiusura, pizzicamento e resistenza
La prova classica valuta soprattutto la presa di chiusura, quella usata per stringere l’impugnatura. È diversa dalla presa a pizzico tra pollice e dita e dalla resistenza della presa, che si può misurare chiedendo di mantenere una contrazione submassimale per un tempo prestabilito.
Quando lavoro con le metriche atletiche, preferisco quindi non parlare genericamente di “forza della mano”. Specifico sempre se sto osservando il picco massimo, la capacità di ripetere lo sforzo o il calo tra la prima e l’ultima prova.

Come eseguire una misurazione affidabile
Il protocollo più usato in ambito clinico e sportivo riprende le indicazioni dell’American Society of Hand Therapists. La standardizzazione conta più dello strumento sofisticato: se cambiano posizione, impugnatura o tempi di recupero, anche il confronto tra due test diventa poco attendibile.
- Usa un dinamometro manuale calibrato e controlla che l’unità di misura sia sempre la stessa.
- Siediti su una sedia senza braccioli, con piedi appoggiati a terra e ginocchia piegate circa a 90°.
- Mantieni la spalla vicina al tronco e non ruotata, il gomito a 90° e l’avambraccio in posizione neutra.
- Tieni il polso neutro, evitando di piegarlo per aumentare artificialmente la spinta.
- Regola l’impugnatura. Nei dinamometri tipo Jamar si usa spesso la seconda posizione, ma la misura deve adattarsi anche alla dimensione della mano.
- Stringi al massimo per circa 3 secondi, senza sollevare la spalla né inclinare il busto.
- Esegui tre prove per mano, alternando destra e sinistra e lasciando almeno 15-30 secondi di recupero.
Puoi registrare il valore migliore oppure la media dei tre tentativi. Per il monitoraggio di una squadra io preferisco conservare picco e media: il primo mostra la capacità massima, la seconda riduce l’influenza di una singola prova eseguita male.
Testa gli atleti in condizioni simili, possibilmente alla stessa ora e prima di una sessione che affatichi avambracci e mani. Un allenamento di trazioni, arrampicata o sollevamento poche ore prima può abbassare il risultato senza indicare un reale peggioramento della forza.
Come leggere valori, medie e differenze tra le mani
Non esiste un valore universale che separi una presa “forte” da una “debole”. Età, sesso, massa corporea, dimensione della mano, sport praticato e modello di dinamometro influenzano il numero. Anche per questo, la mia prima scelta è confrontare l’atleta con il proprio baseline, cioè la media ottenuta in condizioni normali.
Un recente studio italiano ha analizzato 813 adulti sani tra 18 e 65 anni, usando uno strumento calibrato e un protocollo standardizzato. I dati sono utili come orientamento generale, ma non sono una classifica per atleti e non possono essere applicati automaticamente a persone più giovani, over 65 o sottoposte a lavori manuali intensi.
| Età | Uomini, mano destra | Donne, mano destra |
|---|---|---|
| 18-29 anni | 51,0 kg | 31,3 kg |
| 30-39 anni | 53,0 kg | 32,0 kg |
| 40-49 anni | 52,5 kg | 33,3 kg |
| 50-59 anni | 48,3 kg | 30,7 kg |
| 60-65 anni | 48,7 kg | 27,7 kg |
La tabella riporta la mediana, non il minimo necessario per giocare né un obiettivo individuale. Nel campione, la mano sinistra presentava valori mediani complessivi di 48,0 kg negli uomini e 28,7 kg nelle donne, mentre la mano destra raggiungeva rispettivamente 50,7 e 31,0 kg.
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Il calcolo dell’asimmetria
Per stimare la differenza tra gli arti puoi usare questa formula: (valore più alto - valore più basso) / valore più alto × 100. Con 48 kg a destra e 44 kg a sinistra, la differenza è di circa 8,3%.
Non trasformerei però una percentuale in una diagnosi automatica. Una differenza stabile può dipendere dalla dominanza, dalla tecnica o dalla morfologia; una variazione improvvisa, soprattutto se accompagnata da dolore, gonfiore o formicolio, merita invece una valutazione professionale.
Che utilità ha nello sport di squadra
Nel calcio la presa ha un ruolo diretto soprattutto per il portiere, mentre nella pallamano e nel rugby può influenzare controllo, contatto e stabilità dell’attrezzo o del pallone. Nel basket e nella pallavolo il dato è più indiretto, ma può aiutare a monitorare il recupero dell’arto superiore dopo un infortunio.
Le revisioni sulla prestazione sportiva mostrano che il test è pratico, rapido e generalmente ripetibile, con coefficienti di affidabilità molto elevati quando il protocollo rimane identico. Questo non significa che un punteggio alto predica automaticamente più gol, placcaggi efficaci o vittorie: indica una qualità fisica specifica che va collegata alle richieste del ruolo.
| Obiettivo | Metrica più utile | Come interpretarla |
|---|---|---|
| Forza massima | Picco migliore in kg | Indica la capacità di esprimere una contrazione breve e intensa. |
| Affidabilità generale | Media di 3 prove | Riduce l’effetto di un tentativo anomalo o poco concentrato. |
| Equilibrio tra arti | Differenza percentuale | Aiuta a individuare asimmetrie da seguire nel tempo. |
| Resistenza alla fatica | Calo tra prove o blocchi | Mostra quanto rapidamente la presa perde forza dopo sforzi ripetuti. |
Per un atleta di sport di squadra inserirei la prova all’inizio della batteria, dopo un breve riscaldamento e prima degli esercizi che stancano gli avambracci. Un calo di oltre il risultato abituale può riflettere fatica, sonno scarso, disidratazione o dolore, non necessariamente una perdita di forza strutturale.
Errori comuni e modi concreti per migliorare
L’errore più frequente è usare il corpo per aiutare la mano. Sollevare la spalla, inclinarsi in avanti o estendere il polso può far comparire qualche chilogrammo in più, ma rende il confronto inutile. Anche cambiare la posizione dell’impugnatura tra una sessione e l’altra altera il risultato.
- Una sola prova: è troppo poco per distinguere la prestazione reale da un tentativo mal riuscito.
- Recupero insufficiente: ripetere subito la contrazione può misurare la fatica più della forza.
- Incoraggiamento diverso: il tono dell’operatore può modificare l’impegno, quindi le istruzioni devono restare uguali.
- Confronto tra strumenti: un dinamometro idraulico ed uno elettronico non producono necessariamente numeri sovrapponibili.
- Interpretazione isolata: una presa forte non certifica da sola lo stato atletico complessivo.
Per aumentare la forza, partirei da esercizi semplici e progressivi come tenute con manubri, farmer walk, trazioni assistite e lavoro specifico con gripper. Due o tre sedute settimanali sono generalmente sufficienti, lasciando recuperare mani, polsi e gomiti. La progressione deve essere graduale, perché i tendini si adattano più lentamente rispetto alla sensazione di forza muscolare.
Se compare dolore acuto, perdita improvvisa di forza, intorpidimento o dolore persistente dopo il test, interrompi la prova e chiedi una valutazione a fisioterapista o medico. Il dinamometro è uno strumento di misurazione, non un esame diagnostico completo.
Dal numero alla scelta giusta per l’allenamento
Il risultato più utile non è quello che impressiona una volta, ma quello raccolto con lo stesso strumento, nella stessa posizione e in condizioni comparabili. Segna data, mano, picco, media, eventuale dolore e ore trascorse dall’ultimo allenamento: dopo alcune settimane avrai un quadro molto più affidabile del semplice punteggio massimo.
Io userei questo test come una tessera del profilo atletico. Se la presa migliora ma la prestazione in campo non cambia, serve lavorare su tecnica o capacità specifiche; se invece una mano cala bruscamente, il dato può suggerire di controllare carico, recupero e stato dell’arto prima di aumentare l’intensità.