Una caviglia può sembrare stabile durante la corsa e tradire invece un deficit quando il corpo deve frenare, ruotare o raggiungere un punto fuori dalla base d’appoggio. Lo star excursion balance test serve proprio a misurare questo tipo di equilibrio dinamico, mettendo alla prova controllo neuromuscolare, mobilità e capacità propriocettiva. In questa guida spiego come si esegue, come si calcolano i punteggi e come interpretare il risultato negli sport di squadra.
Una prova semplice per leggere l’equilibrio in movimento
- Obiettivo valutare l’equilibrio dinamico su una gamba mentre l’altro piede raggiunge più direzioni.
- Protocollo pratico si eseguono normalmente tre prove valide in ciascuna direzione, dopo una fase di familiarizzazione.
- Misura principale la distanza raggiunta, normalizzata rispetto alla lunghezza dell’arto.
- Varianti il test originale usa otto direzioni, mentre la versione modificata e il Y-Balance Test ne usano tre.
- Interpretazione asimmetrie e punteggi bassi sono segnali da approfondire, non diagnosi automatiche.
Che cosa misura davvero il SEBT
Il SEBT è un test funzionale in appoggio monopodalico. L’atleta resta in equilibrio su una gamba e porta l’altra il più lontano possibile lungo una linea, toccandola appena con la punta del piede prima di tornare al centro. La distanza ottenuta riflette il lavoro combinato di caviglia, ginocchio, anca, tronco e controllo del piede.
Si parla spesso di propriocezione, ma il test non misura questa componente in modo isolato. Il risultato dipende dall’integrazione di informazioni propriocettive, visive e vestibolari, oltre che da forza, mobilità articolare e coordinazione. Per questo preferisco definirlo una misura del controllo posturale dinamico, non un semplice esame della sensibilità articolare.
Otto direzioni oppure tre
Nel protocollo originale la griglia comprende otto direzioni, disposte a intervalli di 45 gradi. Sono anteriore, anteromediale, mediale, posteromediale, posteriore, posterolaterale, laterale e anterolaterale, sempre nominate in rapporto alla gamba che sostiene il peso.
Per la pratica sportiva si usa spesso la versione modificata a tre direzioni. Comprende il raggiungimento anteriore, posteromediale e posterolaterale, le tre linee che formano una Y. È più rapida e riduce la ridondanza tra le otto direzioni, ma offre un profilo meno dettagliato.
Come si esegue con un protocollo ripetibile

Per una valutazione sul campo bastano nastro adesivo, metro e una superficie piana non scivolosa. Io preparerei la griglia con grande attenzione, perché anche pochi centimetri di errore nel punto centrale possono alterare il confronto tra una seduta e l’altra.
- Misurare la lunghezza di ciascun arto dalla spina iliaca anteriore superiore fino al malleolo mediale, preferibilmente due volte e usando la media.
- Posizionare l’atleta al centro della griglia con le mani sui fianchi e il piede d’appoggio nella posizione stabilita.
- Chiedere di raggiungere la linea con l’altra gamba e di effettuare un tocco leggero, senza trasferire il peso sul piede libero.
- Far tornare il piede al centro in modo controllato, mantenendo l’equilibrio su una sola gamba.
- Registrare tre tentativi validi per ogni direzione e calcolare la media.
Prima delle prove ufficiali servono alcuni tentativi di familiarizzazione. La letteratura mostra un effetto di apprendimento, quindi partire subito con la misurazione può sottostimare la capacità reale dell’atleta. In genere uso quattro-sei prove di pratica per direzione, lasciando circa 10-15 secondi tra i tentativi e una pausa più lunga se compare fatica.
Quando una prova non è valida
Il tentativo va ripetuto se l’atleta appoggia il piede libero per sostenersi, sposta o solleva il piede d’appoggio, carica il peso sulla gamba che raggiunge oppure non riesce a rientrare al centro sotto controllo. Anche sollevare il tallone, togliere le mani dai fianchi o scivolare sulla linea rende il dato poco affidabile.
Non cerco il gesto più spettacolare, ma quello controllato e riproducibile. Un atleta può raggiungere qualche centimetro in più aiutandosi con una rotazione del bacino, ma quel numero non descrive necessariamente un equilibrio migliore.
Come si calcolano i risultati
La prima informazione è la distanza massima raggiunta in centimetri per ogni direzione. Da sola, però, è difficile da confrontare tra persone diverse, perché chi ha gambe più lunghe tende naturalmente ad arrivare più lontano.
Per questo si normalizza il dato rispetto alla lunghezza dell’arto. La formula è:
Distanza media raggiunta ÷ lunghezza dell’arto × 100
Se un atleta raggiunge 75 cm nella direzione anteriore e la lunghezza dell’arto è 90 cm, il punteggio normalizzato è 83,3%. Nella versione a tre direzioni, il punteggio composito si ottiene sommando le tre distanze medie, dividendo per tre volte la lunghezza dell’arto e moltiplicando per 100.
| Parametro | Che cosa indica | Come usarlo |
|---|---|---|
| Distanza per direzione | Prestazione in uno specifico vettore di movimento | Individua il tipo di deficit più evidente |
| Punteggio normalizzato | Distanza rapportata alla lunghezza dell’arto | Permette confronti più corretti tra atleti |
| Punteggio composito | Media o somma normalizzata delle direzioni previste | Offre una fotografia generale della prestazione |
| Asimmetria tra gli arti | Differenza tra gamba destra e sinistra | Aiuta a monitorare recupero e controllo laterale |
Un valore basso in una singola direzione può essere più utile del composito. Per esempio, una limitazione soprattutto nel raggiungimento anteriore può richiamare una ridotta dorsiflessione di caviglia, mentre una differenza posteriore può dipendere da controllo dell’anca, forza o strategia del tronco. Sono ipotesi da verificare, non conclusioni automatiche.
Come interpretare asimmetrie e soglie
Uno dei dati più osservati è la differenza tra i due arti. In alcuni studi sugli sportivi, un’asimmetria anteriore superiore a 4 cm è stata associata a un rischio maggiore di infortunio agli arti inferiori. In una ricerca condotta su cestiste delle scuole superiori, un punteggio composito inferiore al 94% della lunghezza dell’arto era associato a una probabilità di infortunio 6,5 volte maggiore.
Questi numeri sono utili come campanelli d’allarme, ma non vanno trasformati in verdetti. Dipendono da età, sesso, sport, livello tecnico, storia clinica e protocollo usato. Una soglia osservata nel basket giovanile non può essere applicata senza adattamenti a un calciatore professionista o a un atleta in riabilitazione.
Le revisioni sulla ripetibilità mostrano generalmente valori di affidabilità elevati negli adulti sani, con coefficienti intraclasse spesso intorno a 0,87-0,90 nelle tre direzioni principali. Questo significa che il test può essere coerente, ma solo se si mantengono uguali griglia, calzature, ordine delle prove, istruzioni e criteri di validità.
Il confronto nel tempo conta più del numero isolato
Io darei più peso alla tendenza osservata in tre o quattro valutazioni che a un singolo punteggio. Un atleta che passa da 82% a 87% con una riduzione dell’asimmetria sta probabilmente migliorando, anche se non ha ancora raggiunto il valore di un gruppo di riferimento.
Per rendere il confronto credibile, conviene testare l’atleta nelle stesse condizioni, a distanza simile dall’allenamento e senza cambiare scarpe o superficie. Dopo una partita intensa, la fatica può ridurre la distanza raggiunta e confondere un deficit temporaneo con un problema strutturale.
SEBT e Y-Balance Test non sono la stessa cosa
Il Y-Balance Test è una versione strumentata e standardizzata del test a tre direzioni. Utilizza una piattaforma con indicatori mobili, mentre il SEBT tradizionale si costruisce con linee sul pavimento e richiede una misurazione manuale.
| Caratteristica | SEBT tradizionale | Y-Balance Test |
|---|---|---|
| Direzioni | Otto nel protocollo originale o tre nella versione modificata | Tre direzioni principali |
| Attrezzatura | Nastro adesivo e metro | Kit o piattaforma dedicata |
| Flessibilità | Alta, utile per screening e ricerca sul campo | Più standardizzato e rapido da ripetere |
| Limite principale | Maggiore variabilità nella costruzione e nella lettura | Richiede attrezzatura specifica e protocollo del produttore |
Per una squadra dilettantistica sceglierei spesso la griglia a tre direzioni, perché costa poco e permette di testare molti atleti. In un centro di performance o in un percorso di ricerca, lo strumento dedicato può offrire una maggiore uniformità. Il punto decisivo non è il nome del test, ma la capacità di ripetere sempre la stessa procedura.
Come usarlo negli sport di squadra
Nel calcio, nel futsal, nella pallavolo, nella pallamano e nel basket l’equilibrio dinamico serve durante frenate, cambi di direzione, atterraggi e contrasti. Una valutazione può essere utile in pre-season, dopo una distorsione di caviglia o prima del ritorno completo alla competizione.
Il test funziona bene come parte di una batteria più ampia. Io lo affiancherei a un controllo della mobilità di caviglia, a un test di forza, a una valutazione del salto e all’osservazione della qualità del movimento. Un buon punteggio non esclude dolore, instabilità o una tecnica di atterraggio rischiosa.
Leggi anche: RPE negli sport di squadra - come leggere e usare la scala 0-10
Dal dato all’allenamento
Se emerge una difficoltà anteriore, il lavoro può includere mobilità di caviglia, controllo del ginocchio e affondi in appoggio singolo. Se il deficit è posteromediale o posterolaterale, diventano interessanti esercizi di controllo dell’anca, stabilità del tronco e raggiungimenti progressivi con perturbazioni leggere.
Non userei il risultato per prescrivere automaticamente esercizi uguali a tutti. Il test indica dove osservare meglio; la scelta del carico deve considerare dolore, storia dell’infortunio, livello dell’atleta e richieste del suo sport. In presenza di dolore acuto, gonfiore o instabilità evidente, la valutazione di un fisioterapista o di un medico viene prima dello screening.
Gli errori che falsano la prova
- Saltare la pratica e registrare i primi tentativi, quando l’atleta sta ancora imparando il gesto.
- Misurare senza normalizzare le distanze, confrontando direttamente atleti con lunghezze degli arti diverse.
- Accettare appoggi pesanti del piede libero, che trasformano una prova di equilibrio in una posizione sostenuta da due gambe.
- Cambiare condizioni tra i test, per esempio usando scarpe in una seduta e piedi nudi in quella successiva.
- Considerare solo il composito e ignorare una marcata asimmetria in una direzione specifica.
- Leggere il punteggio come diagnosi o come previsione certa di un infortunio.
L’errore più comune, secondo me, è confondere la distanza con la qualità. Raggiungere lontano conta, ma conta anche il modo in cui l’atleta controlla il bacino, mantiene il piede stabile e rientra al centro. Per questo una registrazione video frontale o laterale può aggiungere informazioni preziose senza complicare il protocollo.
Il numero utile è quello che guida la decisione
Il test offre il massimo valore quando risponde a una domanda concreta. Posso usarlo per capire se una differenza tra gli arti si riduce durante la riabilitazione, se un programma di controllo neuromuscolare sta funzionando o se un atleta necessita di un’analisi più approfondita.
La procedura è economica e veloce, ma la sua affidabilità dipende dalla precisione dell’esaminatore. Registro sempre le distanze per direzione, il punteggio normalizzato, l’asimmetria e le condizioni della prova. Così il risultato diventa una base pratica per allenare meglio, monitorare i progressi e prendere decisioni più prudenti sul ritorno in campo.