Rimessa laterale nel calcio, regole ed errori da evitare

7 novembre 2026

Schema tattico di una rimessa laterale in attacco, con giocatori schierati per creare un'azione.

Indice

Quando il pallone supera completamente la linea laterale, il gioco non si ferma davvero: cambia soltanto il modo di ripartire. La rimessa laterale richiede una tecnica precisa, ha regole spesso fraintese e può diventare una soluzione tattica importante, soprattutto quando viene battuta rapidamente. Qui chiarisco chi ne ha diritto, come eseguirla correttamente, quali errori comportano il cambio di possesso e cosa cambia con le regole in vigore nel 2026.

Le regole essenziali per ripartire senza commettere errori

  • Assegnazione: spetta alla squadra avversaria dell’ultimo calciatore che ha toccato il pallone.
  • Posizione: il giocatore deve avere parte di entrambi i piedi sulla linea o fuori dal terreno di gioco.
  • Esecuzione: il pallone va lanciato con entrambe le mani da dietro e sopra la testa.
  • Distanza: gli avversari devono restare ad almeno 2 metri dal punto di battuta.
  • Gol diretto: non è possibile segnare direttamente da questa ripresa.
  • Novità 2026: in caso di ritardo scorretto, l’arbitro può avviare un conto alla rovescia visivo di 5 secondi.

Calciatore in maglia a strisce rosse e nere si prepara a battere una rimessa laterale con il pallone tra le mani.

Quando si assegna e chi deve battere

La ripresa viene assegnata quando l’intero pallone supera la linea laterale, sia rasoterra sia in aria. Conta l’ultimo tocco: se la palla è stata toccata per ultima da un difensore, la rimessa spetta agli attaccanti; se l’ultimo tocco è di un attaccante, ripartirà la squadra avversaria.

Non basta che il pallone tocchi o oltrepassi parzialmente la linea. Deve uscire completamente dal terreno di gioco. Questo dettaglio spiega molte decisioni apparentemente controverse: anche pochi centimetri possono cambiare la squadra incaricata di ripartire.

Il punto di esecuzione coincide con il luogo in cui il pallone ha superato la linea. Il calciatore non può quindi avanzare liberamente lungo la fascia per guadagnare metri, anche se nella pratica l’arbitro tollera piccoli scostamenti quando non producono un vantaggio concreto.

Come si esegue correttamente

La procedura sembra semplice, ma deve rispettare più condizioni contemporaneamente. Il giocatore incaricato deve essere rivolto verso il terreno di gioco, avere una parte di entrambi i piedi sulla linea laterale o sul suolo esterno e lanciare la palla con entrambe le mani, facendola partire da dietro e passare sopra la testa.

Elemento Regola da rispettare
Orientamento Il calciatore deve guardare verso il campo.
Piedi Parte di entrambi i piedi deve toccare la linea o il terreno esterno.
Uso delle mani Il pallone deve essere lanciato con entrambe le mani.
Movimento La palla deve partire da dietro e passare sopra la testa.
Avversari Devono mantenere almeno 2 metri di distanza dal punto di battuta.

La palla diventa giocabile quando entra nel terreno di gioco. Se tocca il suolo prima di rientrare, la stessa squadra può ripetere l’esecuzione dalla stessa posizione. Se invece il lancio entra in campo ma è stato effettuato in modo irregolare, la ripresa passa agli avversari.

Non è obbligatorio restare completamente fuori dal campo con tutto il corpo. La condizione riguarda i piedi: è sufficiente che una parte di ciascun piede tocchi la linea o il terreno esterno. Anche un gesto spettacolare, come una capriola prima del lancio, è consentito se al momento dell’esecuzione vengono rispettati tutti i requisiti.

Gli errori che fanno perdere il possesso

L’errore più comune è sollevare completamente un piede dal terreno proprio mentre il pallone viene rilasciato. Anche lanciare la palla da davanti alla testa, lasciarla cadere invece di lanciarla o battere da un punto molto diverso da quello di uscita può portare alla concessione agli avversari.

Il principio pratico è questo: se il pallone non è entrato direttamente in campo, la ripresa può essere ripetuta dalla stessa squadra; se è entrato ma l’esecuzione era irregolare, il possesso passa agli avversari. L’arbitro può comunque applicare il vantaggio quando la squadra che avrebbe dovuto ricevere la rimessa ottiene immediatamente il controllo del pallone.

Il secondo tocco dello stesso giocatore

Dopo il lancio, chi ha battuto non può toccare nuovamente il pallone finché non interviene un altro calciatore. Un secondo tocco con il piede comporta un calcio di punizione indiretto; se il giocatore usa volontariamente la mano, la sanzione diventa un calcio di punizione diretto oppure un rigore, quando l’infrazione avviene nella propria area di rigore.

La regola vale anche nelle situazioni più banali. Per esempio, se il lanciatore batte corto e cerca subito di riprendersi il pallone prima che lo tocchi un compagno, non può farlo legalmente.

Il comportamento degli avversari

Un avversario non può avvicinarsi a meno di 2 metri, ostacolare il movimento o distrarre intenzionalmente il battitore. In caso di interferenza, l’arbitro può ammonire il responsabile e assegnare un calcio di punizione indiretto se la ripresa era già stata effettuata.

Non è invece vietato lanciare volontariamente il pallone contro un avversario per giocarlo di nuovo, purché il gesto non sia negligente, imprudente o eseguito con forza eccessiva. In quel caso il gioco può proseguire, mentre un comportamento pericoloso può portare a un provvedimento disciplinare.

Cosa succede nei casi particolari

La ripresa dalla linea laterale non può produrre direttamente una rete. Se il pallone entra nella porta avversaria senza essere toccato da nessuno, viene assegnato un calcio di rinvio. Se entra nella porta della squadra che ha battuto, si riparte invece con un calcio d’angolo per gli avversari.

Un aspetto spesso dimenticato riguarda il fuorigioco. Non può essere commesso fuorigioco ricevendo direttamente il pallone da questa ripresa, anche se l’attaccante si trova oltre l’ultimo difensore. La situazione cambia soltanto dopo un tocco successivo di un compagno.

Il portiere, inoltre, non può raccogliere con le mani un pallone ricevuto direttamente da un compagno attraverso questa giocata. Se lo fa nella propria area, viene assegnato un calcio di punizione indiretto, senza ammonizione automatica.

Se il pallone viene lanciato e rimbalza fuori prima di entrare in campo, la squadra mantiene il diritto a ripetere la battuta. Se invece l’esecuzione è valida e la palla entra nel terreno di gioco, il gioco continua anche quando il passaggio è impreciso o viene intercettato immediatamente.

Una ripresa semplice che può diventare un’arma tattica

Io considero questa giocata molto più importante di quanto suggerisca la sua apparente semplicità. Una battuta rapida può sorprendere una difesa ancora disorganizzata, mentre un lancio lungo consente di superare la prima pressione e attaccare direttamente una zona avanzata.

Quando conviene giocare corto

La soluzione corta funziona quando il compagno si smarca vicino e offre una linea di passaggio sicura. È utile per mantenere il possesso, attirare un avversario fuori posizione e creare un triangolo sulla fascia. Il rischio principale è battere senza aver controllato la distanza tra i giocatori: una ricezione spalle alla porta, sotto pressione, può trasformare rapidamente il vantaggio in una perdita di palla.

Leggi anche: Quanto dura l’intervallo nel calcio? Le regole da sapere

Quando scegliere il lancio lungo

Il lancio lungo ha senso se la squadra ha un attaccante forte nel gioco aereo o se gli avversari difendono molto alti. Non basta però avere un buon braccio. Servono un bersaglio chiaro, una traiettoria leggibile per i compagni e una copertura preventiva sulla seconda palla.

In allenamento farei provare almeno tre schemi. Il primo prevede un appoggio vicino e un terzo uomo che riceve in profondità; il secondo cerca direttamente il centravanti; il terzo utilizza un movimento a uscire per liberare lo spazio interno. La differenza la fanno soprattutto tempi del movimento e comunicazione, non la distanza massima del lancio.

La pausa tra i due tempi incide anche sulla gestione delle ripartenze e delle consegne tattiche. Per approfondire questo collegamento, si possono consultare le regole dell’intervallo nel calcio.

La novità del conto alla rovescia nel 2026

Dall’edizione 2026/27 delle Regole del gioco, in vigore dal 1° luglio 2026, l’arbitro può intervenire contro le perdite di tempo durante questa ripresa. Se ritiene che una squadra stia ritardando ingiustamente l’esecuzione, fischia, segnala di ripartire e avvia un conto alla rovescia visivo di 5 secondi.

Se il pallone non è ancora in gioco allo scadere, la rimessa viene assegnata alla squadra avversaria dalla stessa posizione. Il giocatore responsabile non riceve automaticamente un cartellino, ma può essere ammonito se continua a ritardare anche la ripresa degli avversari.

Non si tratta di un cronometro applicato meccanicamente a ogni battuta. Il conto alla rovescia nasce soltanto quando l’arbitro ravvisa un ritardo scorretto. Una squadra può quindi prendersi il tempo necessario per organizzare un movimento, purché non trasformi la preparazione in una tattica sistematica per far scorrere il cronometro.

Il dettaglio che trasforma l’automatismo in una scelta

La regola fondamentale si può ricordare con una sequenza semplice: ultimo tocco, punto di uscita, piedi a terra, lancio sopra la testa. Quando questi quattro elementi sono corretti, la squadra può concentrarsi sulla parte davvero utile, cioè scegliere se conservare il possesso o attaccare subito lo spazio.

Per me, la differenza tra una rimessa qualsiasi e una giocata efficace nasce dalla preparazione fatta prima che il pallone arrivi nelle mani del battitore. Un movimento coordinato, un segnale chiaro e una copertura sulla seconda palla valgono spesso più di un lancio spettacolare. Anche da una ripresa laterale si può cominciare un’azione costruita con intelligenza.

Domande frequenti

La rimessa viene assegnata quando l’intero pallone supera la linea laterale. Spetta alla squadra avversaria dell’ultimo calciatore che ha toccato la palla e va battuta dal punto in cui il pallone è uscito.

Il calciatore deve essere rivolto verso il campo, avere parte di entrambi i piedi sulla linea o sul terreno esterno e lanciare il pallone con entrambe le mani da dietro e sopra la testa. Gli avversari devono inoltre restare ad almeno 2 metri dal punto di battuta.

Il battitore non può toccare nuovamente il pallone prima che intervenga un altro calciatore. Un secondo tocco con il piede comporta un calcio di punizione indiretto, mentre un tocco volontario con la mano porta a un calcio di punizione diretto o a un rigore se l’infrazione avviene nella propria area.

No. Se il pallone entra direttamente nella porta avversaria, viene assegnato un calcio di rinvio; se entra nella propria porta, si riparte con un calcio d’angolo per gli avversari. Inoltre, non si può commettere fuorigioco ricevendo direttamente il pallone dalla rimessa.

Se l’arbitro considera scorretto il ritardo nell’esecuzione, può fischiare, segnalare di ripartire e avviare un conto alla rovescia visivo di 5 secondi. Se il pallone non è ancora in gioco allo scadere, la rimessa passa agli avversari dalla stessa posizione.

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Cleros Longo

Cleros Longo

Mi chiamo Cleros Longo e da 5 anni mi dedico con entusiasmo a esplorare e condividere tutto ciò che riguarda gli sport di squadra. La mia passione è nata dall'osservazione diretta di come la collaborazione e la strategia definiscano il successo sul campo, un principio che cerco di trasmettere attraverso i contenuti di floball.it. Qui mi impegno a spiegare in modo chiaro e accessibile le regole dei giochi più diffusi, a proporre metodologie di allenamento efficaci e a tenere d'occhio le nuove discipline emergenti, sempre con l'obiettivo di offrire informazioni accurate e aggiornate. Il mio approccio consiste nel ricercare, confrontare e semplificare concetti complessi, rendendoli comprensibili a tutti gli appassionati, dai neofiti ai veterani.

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