Un calcio di rigore può cambiare una partita in pochi secondi, ma non si riduce al duello tra rigorista e portiere. La Regola 14 stabilisce con precisione quando viene assegnato, come devono disporsi i calciatori, quali movimenti sono consentiti e quando il tiro va ripetuto. In questa guida chiarisco le regole del rigore nel calcio, gli errori più comuni e la differenza tra un penalty durante la gara e i tiri di rigore finali.
Le regole essenziali da ricordare sul calcio di rigore
- Il dischetto si trova a 11 metri dal centro della porta.
- Il pallone deve essere fermo e parte del pallone deve toccare o coprire il centro del punto del rigore.
- Il portiere deve mantenere almeno una parte di un piede sulla linea, in linea con essa o dietro di essa fino al tiro.
- Gli altri calciatori devono restare fuori dall’area, dietro il punto del rigore e ad almeno 9,15 metri dal pallone.
- Una finta dopo la rincorsa è irregolare e comporta un’ammonizione.
Quando l’arbitro assegna un calcio di rigore
Il penalty viene concesso quando un calciatore commette nella propria area di rigore un’infrazione punibile con calcio di punizione diretto, mentre il pallone è in gioco. Si tratta, per esempio, di un fallo imprudente, di una trattenuta, di una spinta o di un fallo di mano punibile. La posizione del pallone conta meno del punto in cui avviene l’infrazione.
Un contatto dentro l’area non porta automaticamente al rigore. L’arbitro valuta la dinamica, l’intensità e la natura dell’intervento. A mio avviso, il malinteso più frequente nasce dal confondere la semplice presenza del contatto con un’infrazione: il calcio considera punibile l’azione irregolare, non ogni contrasto o caduta.
La decisione può essere controllata dal VAR nelle competizioni che lo prevedono, soprattutto quando si tratta di stabilire se il fallo è avvenuto dentro o fuori area, se c’è stato un tocco di mano o se l’azione meritava davvero un penalty. La decisione finale resta comunque dell’arbitro in campo.
Come deve essere eseguito il tiro dagli undici metri
Il pallone viene collocato sul punto del calcio di rigore, situato a 11 metri dalla linea di porta. Deve essere fermo e una parte della sua superficie deve toccare o coprire il centro del dischetto. Il calciatore incaricato deve essere chiaramente identificato prima dell’esecuzione.
Al momento del tiro, tutti gli altri calciatori devono trovarsi fuori dall’area di rigore, dietro il punto del penalty e ad almeno 9,15 metri dal pallone. La linea dell’area fa parte dell’area stessa, quindi anche toccarla prima del calcio può costituire invasione se l’azione produce un impatto rilevante.
Il pallone entra in gioco quando viene calciato e si muove chiaramente. Il rigorista può segnare direttamente, ma non può toccare nuovamente il pallone prima che lo abbia giocato un altro calciatore. Se il tiro colpisce il palo o la traversa e torna verso il campo, il rigorista non può calciarlo una seconda volta da solo.
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La rincorsa e le finte consentite
La rincorsa può essere irregolare, spezzata o accompagnata da movimenti destinati a disturbare la lettura del portiere. È consentita una finta durante la rincorsa. Diventa invece vietato fermarsi deliberatamente una volta completata la rincorsa e fingere di calciare per indurre il portiere a muoversi.
In questo caso il goal non vale, il gioco riprende con un calcio di punizione indiretto per la squadra difendente e il rigorista viene ammonito. Non è una semplice ripetizione del tiro, come molti pensano.
Dove devono stare portiere e compagni
Il portiere deve rimanere sulla linea di porta fino al momento in cui il pallone viene calciato. La regola attuale richiede che abbia almeno una parte di un piede a contatto con la linea, in linea con essa o dietro di essa. Può muovere il corpo e le braccia, ma non deve distrarre il rigorista con comportamenti scorretti.
La Regola 14 dell’IFAB non vieta al portiere di muoversi lateralmente sulla linea o di saltare. Il limite riguarda l’anticipo in avanti e le condotte considerate irrispettose o ingannevoli. Se il portiere infrange la regola e para il tiro, il penalty viene normalmente ripetuto.
| Situazione | Conseguenza principale |
|---|---|
| Il portiere si muove prima del tiro e para | Il rigore viene ripetuto |
| Il portiere si muove, ma il pallone entra | Il goal viene convalidato |
| Il portiere si muove e il tiro termina fuori | Si ripete solo se l’infrazione ha inciso chiaramente sul rigorista |
| Un compagno del rigorista invade l’area e influenza l’azione | Il tiro può essere ripetuto oppure si assegna un punizione indiretta |
Gli altri calciatori non devono entrare nell’area, avvicinarsi a meno di 9,15 metri o superare il punto del rigore prima del calcio. Oggi, però, non ogni invasione viene punita automaticamente. L’arbitro valuta soprattutto se il movimento ha influenzato il portiere, il rigorista o l’azione successiva.
Cosa succede dopo un’infrazione
La decisione dipende da chi ha commesso l’infrazione e dall’esito del tiro. Questa è la parte più tecnica della procedura, ma una logica semplice aiuta a orientarsi: chi trae vantaggio dall’irregolarità non deve essere premiato, mentre un’infrazione senza impatto può non cambiare il risultato dell’azione.
| Infrazione | Se il pallone entra | Se il pallone non entra |
|---|---|---|
| Infrazione del rigorista o di un compagno con impatto | Ripetizione del tiro, salvo infrazioni più gravi | Punizione indiretta per la difesa |
| Infrazione del portiere | Goal convalidato | Ripetizione se l’infrazione ha inciso o il tiro è stato parato |
| Infrazione di un difendente con impatto | Goal convalidato | Ripetizione del penalty |
| Infrazione contemporanea di attaccante e difendente | Di norma il tiro viene ripetuto | Di norma il tiro viene ripetuto |
Se il portiere commette una prima infrazione, riceve normalmente un richiamo ufficiale. Una nuova infrazione durante la stessa partita può portare all’ammonizione. Il rigorista, invece, viene ammonito quando usa una finta irregolare o quando esegue il tiro al posto del compagno designato.
Un caso particolare riguarda il doppio tocco. Se il calciatore scivola e colpisce accidentalmente il pallone con l’altro piede subito dopo il calcio, oppure se il pallone torna direttamente dal palo, non può giocarlo di nuovo. L’arbitro assegna una punizione indiretta alla squadra avversaria, a meno che il secondo tocco non sia un fallo di mano punibile con calcio di punizione diretto.
La differenza tra penalty in partita e tiri di rigore
Il calcio di rigore durante la partita mantiene viva l’azione dopo la parata del portiere o il rimbalzo da palo e traversa. Un compagno può intervenire sulla respinta e segnare, purché non abbia commesso un’invasione rilevante e purché il pallone sia stato toccato da un altro calciatore prima di un eventuale secondo intervento del rigorista.
Nei tiri di rigore al termine di una gara la logica è diversa. Il tiro si considera concluso quando il pallone si ferma, esce dal terreno, viene parato o termina in rete. Non esiste quindi la possibilità di segnare sulla ribattuta, nemmeno dopo un palo o una traversa.
| Elemento | Penalty durante la gara | Tiro di rigore finale |
|---|---|---|
| Respinta del portiere | L’azione può continuare | Il tiro è concluso |
| Rimbalzo dal palo | Un altro calciatore può intervenire | Il tiro è concluso |
| Secondo tocco del rigorista | Vietato prima di un altro tocco | Vietato e il tiro viene considerato fallito |
Questa distinzione è importante anche per chi guarda il calcio con attenzione. Una respinta del portiere non equivale sempre alla fine dell’azione: in partita può diventare una seconda opportunità, mentre nella serie finale dei tiri dagli undici metri non lo è.
Gli errori che portano più spesso alla ripetizione
Il primo errore è pensare che il portiere debba restare completamente immobile. Può muoversi sulla linea e usare il corpo per coprire lo specchio, ma non può staccarsi in anticipo dalla linea con entrambi i piedi. Il secondo è credere che ogni ingresso anticipato in area comporti automaticamente la ripetizione.
Dal punto di vista del rigorista, la leggerezza più costosa è fermarsi alla fine della rincorsa. La finta è utile solo se resta dentro i limiti regolamentari. Anche il pallone calciato all’indietro è sempre irregolare, perché il calcio di rigore deve iniziare con un movimento verso la porta o comunque in avanti.
Infine, non va confuso il calcio di rigore con una punizione dal limite. Il penalty si esegue senza barriera, da una distanza fissa di 11 metri, e tutti i calciatori tranne rigorista e portiere devono rispettare posizioni molto precise.
La lettura più utile per arbitri, giocatori e spettatori
Per capire correttamente un rigore conviene osservare tre momenti distinti: l’infrazione che lo ha provocato, la posizione dei calciatori prima del tiro e ciò che accade dopo il calcio. Concentrarsi solo sulla parata del portiere o sulla caduta dell’attaccante porta spesso a giudizi incompleti.
La mia regola pratica è semplice: chiedersi chi ha commesso l’infrazione, se ha avuto un impatto e quale risultato ha prodotto il tiro. Con questa sequenza diventano più chiari anche i casi discussi al VAR, le ripetizioni e la differenza tra un errore tecnico e una normale respinta di gioco.