Quando l’arbitro indica il dischetto, la distanza non è lasciata al caso: il pallone viene collocato in un punto preciso davanti alla porta. Qui chiarisco quanti metri misura il calcio di rigore, quali sono le dimensioni collegate dell’area e come si svolge correttamente l’esecuzione secondo le regole del calcio.
La misura esatta e le regole da ricordare
- 11 metri separano il punto di rigore dalla linea di porta.
- Il dischetto si trova al centro, sulla stessa linea immaginaria della porta.
- Gli altri calciatori devono restare ad almeno 9,15 metri dal pallone.
- Il portiere deve avere almeno una parte di un piede sulla linea di porta fino al calcio.
- Il pallone deve essere fermo e il tiro deve essere indirizzato in avanti.

Quanti sono i metri del calcio di rigore
La risposta è semplice: il punto di rigore si trova a 11 metri dalla linea di porta. La misurazione parte dal centro del dischetto e arriva alla proiezione della linea di porta, non dalla sua estremità o dalla superficie esterna della rete.
Il punto è collocato esattamente davanti alla porta, lungo la linea immaginaria che passa tra i due pali. Questa posizione garantisce la stessa distanza e lo stesso angolo di tiro per ogni calcio di rigore, indipendentemente dallo stadio o dal tipo di competizione.
La misura equivale a 12 yard, l’unità ancora utilizzata nei regolamenti internazionali. Il riferimento ufficiale è nelle Laws of the Game dell’IFAB, che stabiliscono anche le distanze degli altri calciatori e la posizione del portiere.
Quali misure compongono l’area di rigore
Gli 11 metri sono il dato più conosciuto, ma il dischetto si inserisce in un insieme di linee con funzioni precise. Conoscere queste misure aiuta a capire perché un difensore può commettere fallo dentro l’area e perché i compagni del tiratore devono allontanarsi.
| Elemento | Misura | Funzione |
|---|---|---|
| Punto di rigore | 11 m dalla linea di porta | Indica da dove deve essere calciato il tiro |
| Area di rigore | 16,5 m di profondità | Delimita la zona in cui un fallo può portare a un rigore |
| Area di porta | 5,5 m di profondità | Definisce la piccola area davanti alla porta |
| Arco di rigore | 9,15 m di raggio | Segnala la distanza minima dagli altri calciatori |
L’arco davanti all’area serve soprattutto durante il tiro dal dischetto. Al momento dell’esecuzione, tutti i calciatori tranne il tiratore e il portiere devono stare fuori dall’area di rigore, dietro il punto di rigore e ad almeno 9,15 metri dal pallone.
Un dettaglio spesso ignorato riguarda la superficie del dischetto. Il punto di rigore è una marcatura circolare con diametro di circa 22 centimetri, sufficiente per identificare con chiarezza la posizione del pallone senza trasformarsi in una zona ampia dove sistemarlo liberamente.
Come si esegue correttamente il tiro dal dischetto
Il pallone deve essere fermo sul punto di rigore e il calciatore incaricato deve essere identificato senza ambiguità. L’arbitro autorizza il tiro solo dopo aver verificato la posizione dei giocatori e del portiere.
- Il pallone viene posizionato sul punto di rigore.
- Il tiratore viene identificato e si prepara all’esecuzione.
- Gli altri calciatori si sistemano fuori dall’area e dietro il pallone.
- Il portiere resta sulla linea di porta, tra i pali e rivolto verso il tiratore.
- Dopo il fischio, il calciatore calcia il pallone in avanti.
Il portiere non deve necessariamente avere entrambi i piedi sulla linea. È sufficiente che abbia almeno una parte di un piede a contatto con la linea, in linea con essa o dietro di essa nel momento del calcio. Questo chiarimento è diventato importante con l’uso del VAR, perché piccoli avanzamenti possono essere valutati con maggiore precisione.
Il tiro termina quando il pallone smette di muoversi, esce dal terreno o l’arbitro interrompe l’azione per un’infrazione. Il tiratore non può giocare nuovamente il pallone prima che lo tocchi un altro calciatore.
Cosa succede in caso di errore o infrazione
Non ogni irregolarità produce automaticamente lo stesso risultato. L’arbitro deve distinguere tra l’errore del tiratore, quello del portiere e l’invasione degli altri calciatori, valutando anche se l’infrazione ha influenzato l’esito del tiro.
Errore del tiratore
Se il calciatore calcia all’indietro, tocca il pallone una seconda volta prima di un altro giocatore o commette un’infrazione durante l’esecuzione, il tiro può essere annullato e la ripresa assegnata alla squadra avversaria. Se il pallone finisce fuori o colpisce il palo senza entrare, il gioco prosegue secondo la situazione prevista dal regolamento.
Errore del portiere
Se il portiere si muove in anticipo e il tiro entra in porta, la rete viene convalidata. Se invece para o il pallone finisce fuori, l’arbitro può ordinare la ripetizione quando l’uscita anticipata ha avuto un’influenza evidente sull’azione.
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Ingresso anticipato degli altri calciatori
Un compagno del tiratore o un avversario può entrare nell’area prima del calcio. La ripetizione dipende dall’effetto dell’invasione: se il giocatore in anticipo interviene sull’azione o condiziona il risultato, l’arbitro deve applicare la sanzione prevista; se non incide, il gioco può continuare.
La confusione più comune nasce dal pensare che qualsiasi movimento anticipato obblighi sempre a ripetere il rigore. In realtà conta il rapporto tra infrazione e risultato dell’azione, non soltanto il fatto che qualcuno abbia oltrepassato una linea.
Perché la distanza influisce sulla tecnica del rigorista
Undici metri sembrano pochi, ma lasciano al pallone il tempo sufficiente per raggiungere velocità elevate. Un tiro calciato a circa 100 km/h può arrivare in porta in meno di mezzo secondo, rendendo decisivi la scelta dell’angolo, la rincorsa e la qualità del contatto con il pallone.
Io considero la distanza soltanto il punto di partenza dell’analisi. Il rigorista deve anche gestire la rincorsa, mantenere stabile il busto e colpire il pallone con una superficie del piede coerente con l’obiettivo. Cercare sempre la massima potenza è spesso meno efficace di un tiro preciso e ben angolato.
In allenamento conviene rispettare la misura ufficiale di 11 metri, perché calciare da più vicino altera la percezione del tempo e della pressione. Si possono poi simulare diverse situazioni, come il tiro dopo una corsa, dopo uno sforzo intenso o con un compagno che prova a distrarre il rigorista.
La rincorsa non deve essere lunga per forza. Alcuni calciatori preferiscono pochi passi e un ritmo regolare, altri usano una pausa o un cambio di velocità. La soluzione migliore è quella che permette di arrivare sul pallone con equilibrio, senza perdere precisione nell’ultimo appoggio.
Il punto di rigore nelle diverse categorie
Nel calcio a 11 regolamentare la distanza resta di 11 metri. Non cambia perché si tratta di una partita amatoriale, di un campionato professionistico o di una gara internazionale, purché il terreno e il regolamento della competizione rispettino le dimensioni previste.
La situazione può essere diversa nelle versioni ridotte del gioco. Nel calcio a 5, per esempio, il tiro libero diretto senza barriera viene calciato da 10 metri in determinate condizioni, mentre il calcio di rigore ordinario è normalmente eseguito dal punto previsto dal regolamento specifico della competizione.
Per questo non conviene trasferire automaticamente le misure del calcio a 11 a ogni disciplina. Prima di tracciare il campo o preparare un allenamento, controllo sempre il regolamento della categoria, insieme alle dimensioni della porta e dell’area.
Anche la gestione dei tempi fa parte della corretta applicazione delle regole di gara. Per un quadro più ampio sugli intervalli e sulla loro durata, può essere utile consultare le regole dell’intervallo nel calcio.
La misura giusta cambia anche il modo di prepararsi
Il calcio di rigore parte da un dato preciso, ma la sua riuscita dipende dall’insieme di tecnica, routine e controllo emotivo. Undici metri indicano la distanza dalla porta; non garantiscono da soli né potenza né precisione.
Per preparare un’esecuzione realistica, uso il punto ufficiale, rispetto la distanza di 9,15 metri per gli altri giocatori e inserisco il fischio dell’arbitro come segnale obbligatorio. In questo modo l’allenamento riproduce anche l’attesa e la pressione che spesso fanno più differenza del gesto tecnico.
Il dato da ricordare resta quindi uno solo: dal dischetto alla linea di porta ci sono 11 metri. Tutte le altre distanze servono a mantenere l’azione regolare e a fare in modo che il tiro sia davvero una sfida tra rigorista e portiere, non un vantaggio costruito da posizioni scorrette.