Calcio di rigore, quanti metri misura? Regole e misure

29 settembre 2026

Un giocatore calcia un pallone verso la porta, mentre il portiere si prepara a parare. L'arbitro osserva attentamente, a pochi metri dal dischetto del calcio di rigore.

Indice

Quando l’arbitro indica il dischetto, la distanza non è lasciata al caso: il pallone viene collocato in un punto preciso davanti alla porta. Qui chiarisco quanti metri misura il calcio di rigore, quali sono le dimensioni collegate dell’area e come si svolge correttamente l’esecuzione secondo le regole del calcio.

La misura esatta e le regole da ricordare

  • 11 metri separano il punto di rigore dalla linea di porta.
  • Il dischetto si trova al centro, sulla stessa linea immaginaria della porta.
  • Gli altri calciatori devono restare ad almeno 9,15 metri dal pallone.
  • Il portiere deve avere almeno una parte di un piede sulla linea di porta fino al calcio.
  • Il pallone deve essere fermo e il tiro deve essere indirizzato in avanti.

Un giocatore calcia un rigore, il portiere è pronto. Si vedono i metri del calcio di rigore e la porta.

Quanti sono i metri del calcio di rigore

La risposta è semplice: il punto di rigore si trova a 11 metri dalla linea di porta. La misurazione parte dal centro del dischetto e arriva alla proiezione della linea di porta, non dalla sua estremità o dalla superficie esterna della rete.

Il punto è collocato esattamente davanti alla porta, lungo la linea immaginaria che passa tra i due pali. Questa posizione garantisce la stessa distanza e lo stesso angolo di tiro per ogni calcio di rigore, indipendentemente dallo stadio o dal tipo di competizione.

La misura equivale a 12 yard, l’unità ancora utilizzata nei regolamenti internazionali. Il riferimento ufficiale è nelle Laws of the Game dell’IFAB, che stabiliscono anche le distanze degli altri calciatori e la posizione del portiere.

Quali misure compongono l’area di rigore

Gli 11 metri sono il dato più conosciuto, ma il dischetto si inserisce in un insieme di linee con funzioni precise. Conoscere queste misure aiuta a capire perché un difensore può commettere fallo dentro l’area e perché i compagni del tiratore devono allontanarsi.

Elemento Misura Funzione
Punto di rigore 11 m dalla linea di porta Indica da dove deve essere calciato il tiro
Area di rigore 16,5 m di profondità Delimita la zona in cui un fallo può portare a un rigore
Area di porta 5,5 m di profondità Definisce la piccola area davanti alla porta
Arco di rigore 9,15 m di raggio Segnala la distanza minima dagli altri calciatori

L’arco davanti all’area serve soprattutto durante il tiro dal dischetto. Al momento dell’esecuzione, tutti i calciatori tranne il tiratore e il portiere devono stare fuori dall’area di rigore, dietro il punto di rigore e ad almeno 9,15 metri dal pallone.

Un dettaglio spesso ignorato riguarda la superficie del dischetto. Il punto di rigore è una marcatura circolare con diametro di circa 22 centimetri, sufficiente per identificare con chiarezza la posizione del pallone senza trasformarsi in una zona ampia dove sistemarlo liberamente.

Come si esegue correttamente il tiro dal dischetto

Il pallone deve essere fermo sul punto di rigore e il calciatore incaricato deve essere identificato senza ambiguità. L’arbitro autorizza il tiro solo dopo aver verificato la posizione dei giocatori e del portiere.

  1. Il pallone viene posizionato sul punto di rigore.
  2. Il tiratore viene identificato e si prepara all’esecuzione.
  3. Gli altri calciatori si sistemano fuori dall’area e dietro il pallone.
  4. Il portiere resta sulla linea di porta, tra i pali e rivolto verso il tiratore.
  5. Dopo il fischio, il calciatore calcia il pallone in avanti.

Il portiere non deve necessariamente avere entrambi i piedi sulla linea. È sufficiente che abbia almeno una parte di un piede a contatto con la linea, in linea con essa o dietro di essa nel momento del calcio. Questo chiarimento è diventato importante con l’uso del VAR, perché piccoli avanzamenti possono essere valutati con maggiore precisione.

Il tiro termina quando il pallone smette di muoversi, esce dal terreno o l’arbitro interrompe l’azione per un’infrazione. Il tiratore non può giocare nuovamente il pallone prima che lo tocchi un altro calciatore.

Cosa succede in caso di errore o infrazione

Non ogni irregolarità produce automaticamente lo stesso risultato. L’arbitro deve distinguere tra l’errore del tiratore, quello del portiere e l’invasione degli altri calciatori, valutando anche se l’infrazione ha influenzato l’esito del tiro.

Errore del tiratore

Se il calciatore calcia all’indietro, tocca il pallone una seconda volta prima di un altro giocatore o commette un’infrazione durante l’esecuzione, il tiro può essere annullato e la ripresa assegnata alla squadra avversaria. Se il pallone finisce fuori o colpisce il palo senza entrare, il gioco prosegue secondo la situazione prevista dal regolamento.

Errore del portiere

Se il portiere si muove in anticipo e il tiro entra in porta, la rete viene convalidata. Se invece para o il pallone finisce fuori, l’arbitro può ordinare la ripetizione quando l’uscita anticipata ha avuto un’influenza evidente sull’azione.

Leggi anche: Quanto dura l’intervallo nel calcio? Le regole da sapere

Ingresso anticipato degli altri calciatori

Un compagno del tiratore o un avversario può entrare nell’area prima del calcio. La ripetizione dipende dall’effetto dell’invasione: se il giocatore in anticipo interviene sull’azione o condiziona il risultato, l’arbitro deve applicare la sanzione prevista; se non incide, il gioco può continuare.

La confusione più comune nasce dal pensare che qualsiasi movimento anticipato obblighi sempre a ripetere il rigore. In realtà conta il rapporto tra infrazione e risultato dell’azione, non soltanto il fatto che qualcuno abbia oltrepassato una linea.

Perché la distanza influisce sulla tecnica del rigorista

Undici metri sembrano pochi, ma lasciano al pallone il tempo sufficiente per raggiungere velocità elevate. Un tiro calciato a circa 100 km/h può arrivare in porta in meno di mezzo secondo, rendendo decisivi la scelta dell’angolo, la rincorsa e la qualità del contatto con il pallone.

Io considero la distanza soltanto il punto di partenza dell’analisi. Il rigorista deve anche gestire la rincorsa, mantenere stabile il busto e colpire il pallone con una superficie del piede coerente con l’obiettivo. Cercare sempre la massima potenza è spesso meno efficace di un tiro preciso e ben angolato.

In allenamento conviene rispettare la misura ufficiale di 11 metri, perché calciare da più vicino altera la percezione del tempo e della pressione. Si possono poi simulare diverse situazioni, come il tiro dopo una corsa, dopo uno sforzo intenso o con un compagno che prova a distrarre il rigorista.

La rincorsa non deve essere lunga per forza. Alcuni calciatori preferiscono pochi passi e un ritmo regolare, altri usano una pausa o un cambio di velocità. La soluzione migliore è quella che permette di arrivare sul pallone con equilibrio, senza perdere precisione nell’ultimo appoggio.

Il punto di rigore nelle diverse categorie

Nel calcio a 11 regolamentare la distanza resta di 11 metri. Non cambia perché si tratta di una partita amatoriale, di un campionato professionistico o di una gara internazionale, purché il terreno e il regolamento della competizione rispettino le dimensioni previste.

La situazione può essere diversa nelle versioni ridotte del gioco. Nel calcio a 5, per esempio, il tiro libero diretto senza barriera viene calciato da 10 metri in determinate condizioni, mentre il calcio di rigore ordinario è normalmente eseguito dal punto previsto dal regolamento specifico della competizione.

Per questo non conviene trasferire automaticamente le misure del calcio a 11 a ogni disciplina. Prima di tracciare il campo o preparare un allenamento, controllo sempre il regolamento della categoria, insieme alle dimensioni della porta e dell’area.

Anche la gestione dei tempi fa parte della corretta applicazione delle regole di gara. Per un quadro più ampio sugli intervalli e sulla loro durata, può essere utile consultare le regole dell’intervallo nel calcio.

La misura giusta cambia anche il modo di prepararsi

Il calcio di rigore parte da un dato preciso, ma la sua riuscita dipende dall’insieme di tecnica, routine e controllo emotivo. Undici metri indicano la distanza dalla porta; non garantiscono da soli né potenza né precisione.

Per preparare un’esecuzione realistica, uso il punto ufficiale, rispetto la distanza di 9,15 metri per gli altri giocatori e inserisco il fischio dell’arbitro come segnale obbligatorio. In questo modo l’allenamento riproduce anche l’attesa e la pressione che spesso fanno più differenza del gesto tecnico.

Il dato da ricordare resta quindi uno solo: dal dischetto alla linea di porta ci sono 11 metri. Tutte le altre distanze servono a mantenere l’azione regolare e a fare in modo che il tiro sia davvero una sfida tra rigorista e portiere, non un vantaggio costruito da posizioni scorrette.

Domande frequenti

Nel calcio a 11, il punto di rigore si trova a 11 metri dalla linea di porta, misurati dal centro del dischetto. Il punto è allineato al centro della porta e corrisponde a 12 yard.

Tutti i calciatori tranne il tiratore e il portiere devono restare fuori dall’area di rigore, dietro il punto di rigore e ad almeno 9,15 metri dal pallone.

Il portiere deve restare sulla linea di porta, tra i pali e rivolto verso il tiratore. Al momento del calcio, è sufficiente che almeno una parte di un piede sia sulla linea, in linea con essa o dietro di essa.

La ripetizione dipende dall’infrazione e dal suo effetto sull’azione. Un’uscita anticipata del portiere può portare alla ripetizione se il tiro viene parato o finisce fuori e il movimento ha influito; anche l’invasione degli altri calciatori conta se condiziona il risultato.

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Cleros Longo

Cleros Longo

Mi chiamo Cleros Longo e da 5 anni mi dedico con entusiasmo a esplorare e condividere tutto ciò che riguarda gli sport di squadra. La mia passione è nata dall'osservazione diretta di come la collaborazione e la strategia definiscano il successo sul campo, un principio che cerco di trasmettere attraverso i contenuti di floball.it. Qui mi impegno a spiegare in modo chiaro e accessibile le regole dei giochi più diffusi, a proporre metodologie di allenamento efficaci e a tenere d'occhio le nuove discipline emergenti, sempre con l'obiettivo di offrire informazioni accurate e aggiornate. Il mio approccio consiste nel ricercare, confrontare e semplificare concetti complessi, rendendoli comprensibili a tutti gli appassionati, dai neofiti ai veterani.

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