Il valore giusto dipende soprattutto da età, sesso e modalità del test
- Unità di misura del VO2 max: ml di ossigeno per kg di peso corporeo al minuto.
- Negli adulti, la mediana va indicativamente da 48 ml/kg/min negli uomini di 20-29 anni a 24,4 negli uomini di 70-79 anni.
- Per le donne, i valori mediani passano da 37,6 ml/kg/min tra 20 e 29 anni a 18,3 tra 70 e 79 anni.
- Un risultato vicino al 75° percentile è sopra la media del gruppo di riferimento, mentre il 90° percentile indica un livello molto alto.
- Lo smartwatch offre una stima utile per seguire l’andamento, ma il test con analisi dei gas resta il riferimento più preciso.
Che cosa misura davvero il VO2 max
Il VO2 max indica quanta quantità di ossigeno il corpo riesce a prelevare dall’aria, trasportare con il sangue e utilizzare nei muscoli durante uno sforzo massimale. È quindi una misura della capacità aerobica, cioè dell’efficienza complessiva di cuore, polmoni, circolazione e muscoli.
Il dato viene espresso in ml/kg/min. Un valore di 40 significa che l’atleta utilizza al massimo circa 40 millilitri di ossigeno per ogni chilogrammo di peso corporeo in un minuto. Per una lettura rapida, 35 ml/kg/min corrispondono a circa 10 MET, un’unità usata per descrivere il costo energetico dell’attività fisica.
Non esiste però un numero universalmente “buono”. Un 40 può essere discreto per un uomo di 25 anni, molto buono per un uomo di 55 anni e alto per una donna della stessa età. Anche il tipo di sport conta: nel calcio e nel basket il VO2 max è importante, ma non descrive da solo velocità, tecnica, forza o capacità di ripetere sprint.
I valori di riferimento per età e sesso
La tabella seguente riporta alcuni percentili del registro FRIEND, ottenuti con test cardiopolmonari su tapis roulant. Il 50° percentile rappresenta la mediana, mentre il 10° e il 90° mostrano quanto può essere ampio il ventaglio dei risultati nella stessa fascia d’età.
| Età | Uomini | Donne | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 10° percentile | 50° percentile | 90° percentile | 10° percentile | 50° percentile | 90° percentile | |
| 20-29 anni | 32,1 | 48,0 | 61,8 | 23,9 | 37,6 | 51,3 |
| 30-39 anni | 30,2 | 42,4 | 56,5 | 20,9 | 30,2 | 41,4 |
| 40-49 anni | 26,8 | 37,8 | 52,1 | 18,8 | 26,7 | 38,4 |
| 50-59 anni | 22,8 | 32,6 | 45,6 | 17,3 | 23,4 | 32,0 |
| 60-69 anni | 19,8 | 28,2 | 40,3 | 14,6 | 20,0 | 27,0 |
| 70-79 anni | 17,1 | 24,4 | 36,6 | 13,6 | 18,3 | 23,1 |
I valori sono espressi in ml/kg/min. In pratica, un risultato sopra il 50° percentile è superiore a quello di almeno metà del gruppo confrontato, mentre un valore sopra il 75° percentile segnala una capacità aerobica chiaramente sopra la media.
Questi numeri non sono voti e non rappresentano una diagnosi. Il registro comprende soprattutto adulti apparentemente sani e i risultati possono cambiare tra popolazioni, protocolli e strumenti. Per esempio, un VO2 max di 40 negli uomini tra 20 e 29 anni si colloca circa vicino al 25° percentile, mentre nelle donne della stessa età è sopra la mediana.
Come si misura e quanto è affidabile il risultato

La misurazione più accurata è il test cardiopolmonare da sforzo, spesso chiamato CPET. La persona corre su un tapis roulant o pedala su un cicloergometro con una maschera che analizza ossigeno e anidride carbonica respiro dopo respiro, mentre il carico aumenta progressivamente.
Il test di laboratorio richiede uno sforzo molto intenso e personale qualificato. Per questo non è sempre necessario per chi vuole soltanto seguire i propri progressi, ma diventa la scelta migliore quando servono dati precisi per valutazioni mediche, programmazione agonistica o confronto tra atleti.
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Smartwatch e test sul campo
Garmin, Apple Watch, Polar e altri dispositivi non misurano direttamente l’ossigeno consumato. Stimano il valore usando frequenza cardiaca, ritmo, potenza, profilo dell’attività e dati personali. La stima può essere utile per vedere una tendenza su più settimane, ma non va trattata come una misura di laboratorio.Il risultato può cambiare se il sensore legge male il battito, il peso inserito è errato, il percorso ha salite, fa molto caldo o l’atleta è stanco. La mia regola è semplice: non mi preoccupo per una variazione di un punto dopo una singola sessione, ma osservo la media e la direzione dei dati raccolti in condizioni simili.
Anche il test di Cooper, basato sulla distanza percorsa in 12 minuti, può fornire una stima approssimativa. È economico e pratico, però dipende molto da esperienza nella corsa, motivazione, superficie e capacità di distribuire lo sforzo. Non è equivalente a un’analisi diretta dei gas.
Come interpretare un valore basso, medio o alto
Un valore basso rispetto alla propria fascia d’età può riflettere poca attività aerobica, sedentarietà, aumento del peso corporeo, recupero insufficiente o una condizione di salute da valutare. Non significa automaticamente che ci sia un problema clinico, soprattutto se la misurazione arriva da uno smartwatch.
Un valore medio indica una capacità aerobica comune nel gruppo di riferimento. Per chi pratica sport amatoriale è spesso una base solida, soprattutto se accompagnata da buona resistenza negli allenamenti e da un recupero regolare. Nello sport di squadra, però, il numero va letto insieme a velocità aerobica massima, soglia anaerobica e capacità di ripetere gli sprint.
Un punteggio alto è tipico di chi pratica con costanza corsa, ciclismo, sci di fondo, canottaggio o sport intermittenti ad alta intensità. Gli atleti di endurance di livello internazionale possono superare 70 ml/kg/min, ma questi valori non sono un obiettivo realistico né necessario per la maggior parte degli sportivi.
Come migliorare il VO2 max senza inseguire solo il numero
Il modo più efficace è combinare continuità e intensità. Per una persona già allenata può essere utile una seduta con 4-6 ripetute da 3-4 minuti a ritmo sostenuto, intervallate da recuperi facili di durata simile. Chi è sedentario dovrebbe partire da camminata veloce, corsa alternata e sedute brevi, aumentando il carico gradualmente.
Negli sport di squadra funzionano bene anche partitelle a campo ridotto, intervalli con cambi di direzione e sequenze che alternano corsa intensa e recupero. Sono esercizi più vicini alle richieste di calcio, futsal, basket e hockey rispetto a una corsa sempre uniforme, perché allenano anche la capacità di recuperare tra azioni successive.
Non trascurerei il lavoro facile. Una o due sedute a bassa intensità aiutano a costruire volume senza accumulare troppa fatica, mentre sonno, alimentazione e recupero determinano quanto si riesce davvero ad assimilare. Aumentare solo le ripetute dure è l’errore più comune e può far peggiorare prestazioni e qualità del sonno.
Per verificare i progressi, conviene ripetere il test dopo 6-8 settimane, mantenendo condizioni simili. Un singolo valore più basso dopo una partita intensa, una notte difficile o alcuni giorni di malattia dice poco sulla forma reale.
Perché nel gioco di squadra il VO2 max non basta
Nel calcio, nel basket e negli sport affini, l’atleta non corre a ritmo costante per tutta la gara. Alterna accelerazioni, frenate, salti, contrasti, cambi di direzione e momenti di pausa. Un VO2 max elevato aiuta a sostenere il lavoro e a recuperare più rapidamente, ma non sostituisce forza esplosiva, tecnica e lettura del gioco.
Due giocatori con lo stesso valore possono avere prestazioni molto diverse. Uno può essere più efficace negli sprint ripetuti, l’altro può gestire meglio la palla sotto pressione. Per questo userei il VO2 max come indicatore generale della condizione aerobica e non come criterio unico per selezionare un atleta.
Per un monitoraggio più completo, affiancherei il dato a tempo sui 30 metri, salto verticale, test a navetta, frequenza cardiaca di recupero e valutazioni tecniche. In questo modo si capisce se il miglioramento è realmente utile in partita o se riguarda soltanto una metrica isolata.Il confronto più utile è con il proprio percorso
La domanda migliore non è soltanto “qual è un buon VO2 max?”, ma “il mio valore è coerente con età, sport, metodo di test e livello di allenamento?”. Un risultato nella media può essere più che sufficiente per giocare bene, mentre un numero eccellente non corregge una tecnica scadente o una cattiva gestione dello sforzo.
Confronta quindi misurazioni ottenute nello stesso modo, osserva la tendenza nel tempo e usa le tabelle come orientamento, non come giudizio definitivo. Se durante un test compaiono dolore al petto, vertigini, affanno insolito o palpitazioni, interrompi lo sforzo e chiedi una valutazione medica prima di ripetere prove massimali.