Un atleta può aver dormito bene e presentarsi comunque scarico all’allenamento. La scala TQR, acronimo di Total Quality Recovery, aiuta a misurare proprio questa sensazione di recupero psicofisico con un punteggio semplice, utile negli sport di squadra e nella programmazione quotidiana. Vediamo come funziona, come interpretare i valori da 6 a 20 e come collegarli a carico, sonno e prestazione.
Il TQR trasforma la sensazione di recupero in una decisione pratica
- Obiettivo valutare quanto l’atleta si senta recuperato prima di allenarsi o gareggiare.
- Scala il punteggio va da 6, recupero minimo, a 20, recupero eccellente.
- Soglia indicativa un valore inferiore a 13 può segnalare recupero incompleto, ma non è una diagnosi.
- Metodo corretto rilevare il dato sempre nello stesso momento e confrontarlo soprattutto con la storia dello stesso atleta.
- Uso migliore affiancare il TQR a RPE, qualità del sonno, dolore muscolare e carico della seduta.
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Che cosa misura davvero il TQR nel recupero atletico
Il Total Quality Recovery misura la percezione globale del recupero. Non chiede soltanto se i muscoli fanno male, ma considera indirettamente sonno, stanchezza, stress mentale, alimentazione e sensazione generale di energia.
La domanda può essere formulata in modo semplice, per esempio “Quanto ti senti recuperato in questo momento?”. L’atleta assegna un valore compreso tra 6 e 20. È una misura soggettiva, ma proprio per questo intercetta informazioni che un GPS o un cardiofrequenzimetro non rilevano bene, come una notte agitata o una forte pressione psicologica.
Nel modello originale si distinguono due componenti. La prima è il TQR percepito, cioè il punteggio assegnato dall’atleta. La seconda è il TQR legato alle azioni di recupero, che considera comportamenti delle 24 ore precedenti come sonno, nutrizione, idratazione, rilassamento e defaticamento.
Io considero il primo componente il più pratico per il lavoro quotidiano. Il secondo può essere utile in squadre strutturate, ma richiede più tempo e criteri condivisi. In entrambi i casi, il TQR non stabilisce se un giocatore sia “idoneo” o “non idoneo” in senso medico: offre un segnale da interpretare insieme agli altri dati.
Come si legge il punteggio da 6 a 20
La scala utilizza quindici livelli, in modo simile alla scala RPE di Borg. I valori dispari rappresentano gli ancoraggi verbali principali, mentre quelli pari servono come passaggi intermedi. La tabella seguente propone una lettura pratica dei livelli più utilizzati.
| Punteggio | Interpretazione | Segnale operativo |
|---|---|---|
| 6-8 | Recupero molto scarso | Valutare una riduzione netta del carico e verificare eventuali sintomi. |
| 9-10 | Recupero scarso | Evitare lavori massimali senza ulteriori informazioni. |
| 11-12 | Recupero basso | Preferire tecnica, mobilità o intensità controllata. |
| 13-14 | Recupero ragionevole | Possibile allenarsi, adattando il carico alla situazione. |
| 15-16 | Buon recupero | Condizione generalmente favorevole per il programma previsto. |
| 17-18 | Recupero molto buono | L’atleta riferisce una buona disponibilità al lavoro. |
| 19-20 | Recupero eccellente | Percezione ottimale, da confermare con il contesto e il comportamento in campo. |
Il valore 13 viene spesso usato come riferimento minimo per parlare di recupero sufficiente. Non lo tratterei però come un semaforo automatico. Un 12 dopo una partita intensa può essere coerente con la fatica attesa, mentre lo stesso 12 ripetuto per quattro mattine può indicare un problema di carico, sonno o stress.
Un altro punto importante è la differenza tra un punteggio alto e una reale prestazione. Un atleta può segnare 18 e poi muoversi male per un dolore articolare. Il numero descrive la percezione del recupero, non sostituisce valutazione clinica, osservazione tecnica o test neuromuscolari.
Come raccogliere il dato prima di allenamento o gara
La misurazione richiede meno di un minuto, ma la procedura deve essere coerente. Se ogni giorno cambiano domanda, momento e condizioni, il confronto perde valore.
- Scegli un momento fisso, preferibilmente al mattino oppure 20-30 minuti prima del riscaldamento.
- Usa sempre la stessa domanda e spiega una volta il significato dei valori estremi.
- Lascia rispondere l’atleta senza suggerimenti. L’allenatore non dovrebbe correggere un punteggio perché “sembra troppo basso”.
- Registra il risultato insieme a sonno, dolore muscolare, stress e carico della seduta precedente.
- Confronta il dato con il profilo individuale, non soltanto con la media della squadra.
La domanda dovrebbe riguardare il recupero generale, non la voglia di allenarsi. Un giocatore può avere poca motivazione ma buone condizioni fisiche, oppure sentirsi molto motivato nonostante un recupero insufficiente. Separare questi aspetti rende il dato più pulito e più utile.
Per una squadra di calcio, basket o pallavolo, una raccolta quotidiana consente di osservare l’andamento nel tempo. Un calo di due o tre punti rispetto alla media personale merita attenzione soprattutto se coincide con sonno ridotto, aumento del carico o dolore persistente.
Come trasformare il punteggio in una scelta di allenamento
Il TQR diventa interessante quando modifica una decisione. Se rimane soltanto in un foglio elettronico, non migliora il processo di allenamento.
| Situazione | Possibile scelta | Perché |
|---|---|---|
| TQR alto e RPE precedente normale | Confermare il programma | I segnali soggettivi sono coerenti. |
| TQR basso e sonno scarso | Ridurre volume o intensità | La fatica può dipendere da recupero insufficiente. |
| TQR basso ma nessun altro segnale negativo | Parlare con l’atleta e osservare il riscaldamento | Il dato isolato non basta per cambiare drasticamente la seduta. |
| TQR alto con dolore o test fisico negativo | Privilegiare prudenza e valutazione specifica | La buona percezione non esclude un problema locale. |
| TQR in calo per più giorni | Rivedere il microciclo | La tendenza conta più del singolo valore. |
Il confronto con la RPE è particolarmente utile. La RPE indica quanto è stata difficile una seduta dopo averla svolta, mentre il TQR mostra quanto l’atleta si sente pronto prima del lavoro successivo. Una seduta con RPE elevata seguita da TQR basso racconta una fatica plausibile; RPE bassa e TQR in calo suggeriscono invece di cercare cause esterne, come stress, sonno o alimentazione.
Quando disponibili, si possono aggiungere salto con contromovimento, frequenza cardiaca a riposo, variabilità della frequenza cardiaca e questionari sul benessere. Non serve usare tutto sempre. La mia regola è semplice: pochi dati raccolti bene sono più utili di un sistema sofisticato che gli atleti compilano male.
Gli errori che rendono il TQR poco affidabile
Usarlo come voto sulla prestazione
Il TQR non misura velocità, forza, tecnica o rendimento in partita. Se il giocatore pensa che un punteggio basso possa costargli il posto, tenderà a sovrastimare il proprio recupero. Serve quindi un clima in cui la risposta sincera sia considerata uno strumento di prevenzione, non una scusa.
Confrontare direttamente atleti diversi
Un 14 può essere normale per un atleta e insolito per un altro. Fisico, ruolo, età, abitudini di sonno e calendario influenzano la percezione. Il confronto più solido è quello intraindividuale, cioè tra il valore attuale e i dati storici dello stesso giocatore.
cambiare tutto per un solo valore basso
Un dato isolato va verificato, non ignorato e nemmeno drammatizzato. Chiederei cosa è successo nelle ultime 24 ore, controllerei il riscaldamento e confronterei il punteggio con dolore, sonno e carico recente.
Leggi anche: RPE negli sport di squadra - come leggere e usare la scala 0-10
Trattare 13 come una legge universale
La soglia di 13 è un riferimento pratico presente nella letteratura sul metodo, ma non sostituisce la personalizzazione. In una settimana di carico elevato può essere accettabile lavorare con valori leggermente inferiori, mentre prima di una gara importante lo staff può pretendere segnali più favorevoli.
Infine, non bisogna confondere il TQR con un certificato medico. Febbre, dolore acuto, vertigini, sintomi respiratori o peggioramenti persistenti richiedono una valutazione sanitaria, indipendentemente dal punteggio registrato.
Il modo più intelligente di usare questa misura nel 2026
Il valore del TQR non sta nella precisione apparente del numero, ma nella continuità della raccolta. Una squadra può iniziare con una domanda quotidiana, un foglio condiviso e tre variabili di supporto: ore di sonno, dolore muscolare e RPE della seduta precedente.
Dopo due o tre settimane emergono già tendenze interessanti. A quel punto il preparatore può capire quali atleti recuperano lentamente, quali reagiscono male a determinati carichi e quali segnali anticipano un calo di rendimento.
Usato con buon senso, questo piccolo questionario non promette di prevedere ogni infortunio e non sostituisce i test atletici. Offre però qualcosa di molto concreto: una conversazione strutturata tra atleta e staff, capace di trasformare una sensazione vaga in una scelta di allenamento più consapevole.